Brescia e Hinterland

Detenuto muore in cella: indagini sui soccorsi e sulle cause del decesso

Il 51enne era al 4° piano di Canton Mombello nonostante le patologie. La bombola utilizzata nei soccorsi era scarica
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

L'ingresso di Canton Mombello - Foto Marco Ortogni Neg © www.giornaledibrescia.it
L'ingresso di Canton Mombello - Foto Marco Ortogni Neg © www.giornaledibrescia.it

Di certo c’è solo l’epilogo. Drammatico in un contesto non facile. Se questo poteva essere evitato lo dovranno stabilire le indagini. La Procura ha infatti aperto un’inchiesta sulla morte a Canton Mombello di un detenuto bresciano di 51 anni. Un «veterano» del carcere cittadino, soprattutto per reati legati allo spaccio di droga. Mercoledì è stato stroncato da un arresto cardiaco nella sua cella al quarto piano. Pur affetto da patologie, e quindi destinato al pian terreno di Canton Mombello per una maggiore comodità di intervento in caso di necessità, aveva ottenuto, firmando una liberatoria, di poter essere trasferito al quarto piano per stare con altri detenuti.

Cosa sia accaduto nel momento in cui è stato lanciato l’allarme lo dovrà stabilire il magistrato di turno che ha trascorso ore in carcere per ascoltare detenuti, agenti di polizia penitenziaria e personale sanitario. Saranno acquisite anche le immagini delle telecamere di sicurezza, utili a ricostruire i momenti concitati tra la richiesta d’aiuto e il decesso del 51enne.

Un punto su tutti è da chiarire: pare che al momento dell’arrivo dei soccorritori - come è stato messo nero su bianco da alcuni presenti - la bombola dell’ossigeno da utilizzare fosse quasi vuota e quindi di fatto inutilizzabile. Solo in un secondo momento sarebbe stata portata una bombola piena, ma le condizioni del detenuto erano ormai compromesse. Anche una puntura di adrenalina, iniettata direttamente nel cuore dell’uomo è risultata inutile.

Il primo atto del sostituto procuratore titolare dell’inchiesta è stato quello di cristallizzare la scena ed è quindi stata sequestrata la cella per una prima ispezione. Solo l’autopsia, disposta dalla Procura e che sarà eseguita oggi, potrà dare risposte certe sulle cause del decesso e soprattutto stabilire se la morte poteva essere evitata o ancora se nella fase dei soccorsi sono stati commessi errori o omissioni.

«Crediamo si tratti di una morte naturale, ma sicuramente qualsiasi decesso in carcere distrugge gli equilibri sociali e crea tensione in una situazione già tesa» commenta Luisa Ravagnani, garante dei detenuti che in queste ore sta raccogliendo gli sfoghi della popolazione carceraria. «Sono situazioni drammatiche ed è stato uno choc per tutti. Aspettiamo - prosegue Ravagnani - che le autorità competenti verifichino come sono andati i fatti e attendiamo il lavoro della magistratura». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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