Danni da maltempo, i Comuni sono in difficoltà: «Troppe denunce»

Parte la fase 2, ma dai sindaci la polemica: «Prima sistemiamo scuole e asili, poi la verifica delle migliaia di segnalazioni»
«La clinica della stecca» a Carpenedolo devastata dalla grandinata
«La clinica della stecca» a Carpenedolo devastata dalla grandinata
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Mentre la fase dell’emergenza per il maltempo passa per la Regione alla fase «due» della procedura Rasda (Raccolta schede danni), dai Comuni che hanno dubito i maggiori nocumenti per la forte grandinata emergono nuove difficoltà. «La procedura Rasda per noi si è compiuta nell’arco dei 7 giorni previsti per i consuntivi.  Ma ieri la Regione ci ha scritto per attivare la fase di validazione. Si tratta del passaggio in cui l’Ufficio Territoriale Regionale competente, che è Brescia, verifica le condizioni affinché una segnalazione possa essere considerata di livello regionale.

Ecco, in questo senso entro stamattina noi dovevamo circostanziare oltre 3mila domande ricevute con fotografie, preventivi, stime e ricognizioni, nonché relazioni sui singoli sinistri. Una cosa impossibile mentre la macchina del Comune è impegnata nella ricostruzione post tempesta» spiega Stefano Tramonti, sindaco di Carpenedolo.

La situazione

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CARPENEDOLO, 80 MILIONI DI DANNI

«Abbiamo avuto 80 milioni di euro di danno con 2.600 abitazioni private danneggiate, 250 imprese toccate dal disastro e diversi edifici pubblici compromessi, ed ora col personale comunale fatto rientrare per l’emergenza dobbiamo far passare 3mila pratiche? Mentre solo nel nostro patrimonio di scuole ed edifici pubblici ci sono situazioni gravissime di compromissione» continua il sindaco.

«Altro che mandare per oggi in Regione a Brescia l’analitico verificato: prima dobbiamo varare gli interventi di messa in sicurezza, quindi gli appalti per la sistemazione delle scuole che devono essere finite prima di settembre» prosegue Tramonti. Nello specifico sono due le scuole compromesse in paese: l’asilo di via Dante e l’edificio delle Medie. Per l’asilo serviranno 500mila euro, per le medie 1,5 milioni. «Non poca cosa per distogliere i tecnici del Comune da una vicenda così complessa» conclude il sindaco.

I lavori

Il vetro rotto di un'auto a Calvisano - Foto © www.giornaledibrescia.it
Il vetro rotto di un'auto a Calvisano - Foto © www.giornaledibrescia.it

Di altro avviso il sindaco di Calvisano Angelo Formentini: «Devo ringraziare i dipendenti del Comune e dell’Ufficio tecnico perché nell’arco di poche ore hanno dato corso alla risposta per la Regione Lombardia analizzando le oltre 1.150 denunce raccolte per oltre 30 milioni. La seconda fase del Rasda richiede infatti tempi rapidi per assecondare la richiesta di Stato di emergenza a Roma e in questo senso gli uffici sono stati rapidi e efficienti. Fermo restando che anche nel nostro caso dobbiamo intervenire sui danni agli edifici pubblici con riparazioni e rifacimenti».

Intanto in Regione prosegue l’attivazione della richiesta di Stato di emergenza: una relazione dell’Arpa trasmessa a Roma descrive come siano stati più di 150.000 i fulmini registrati sul territorio lombardo a luglio, di cui quasi 30.000 in ognuna delle singole giornate del 12, del 21 e del 24 luglio. Nel frattempo l’on. Gian Antonio Girelli (PD), ha chiesto rapidità di risposta al Governo. «Nella seduta del 25 luglio il Governo ha già accettato di chiedere un intervento urgente in favore dei territori lombardi danneggiati. Si deve intervenire al più presto».

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