Le fiamme hanno corso tantissimo, più di ogni altro periodo, tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera scorsa, in tutte le vallate bresciane e anche in Maddalena, in città. Mesi di siccità, senza vedere una sola goccia d’acqua e, ancora prima, l’assenza di neve, hanno creato le condizioni ideali per il diffondersi dei roghi.
E così le montagne di casa nostra si sono presentate ai turisti annerite, oltre che giallognole per il caldo e il secco. Da inizio anno sono oltre un centinaio gli incendi boschivi, la maggioranza tra gennaio e marzo: a finire in fumo sono stati circa 1.200 ettari. Valcamonica.



