Covid, contagi in aumento: al via entro fine mese la nuova campagna vaccinale
La crescita è costante. Numeri non da emergenza, ma spie che la stagione del SarsCov2 non è finita. Del resto, aver dichiarato la fine della pandemia che dai primi mesi del 2020 ha messo in ginocchio il mondo intero non significa aver eradicato il virus. Che circola, nelle sue varianti che si susseguono, mutano, infettano. I ricoverati positivi al Covid nelle strutture ospedaliere bresciane sono 44, di cui due in terapia intensiva. Nello specifico, 21 sono al Civile (di cui due in terapia intensiva), uno all’Ospedale dei Bambini, cinque a Montichiari e tre a Gardone Val Trompia. Dalla rinnovata diffusione del virus non è esente nemmeno la Poliambulanza che ha tre ricoverati con l’infezione. All’Istituto clinico Città di Brescia ce ne sono due. Per la provincia, ad essere coinvolta è l’Asst del Garda con nove pazienti: uno a Desenzano, due a Gavardo e sei a Manerbio.
In aumento i positivi
Parallelamente all’aumento del numero dei ricoveri, è in crescita anche la percentuale dei positivi al virus in rapporto ai tamponi effettuati: in una settimana si è passato dal 18,98 al 20,64%. «Il Covid esiste, è variato, è contagioso e può provocare malattie, soprattutto nelle persone più fragili. I numeri di oggi non sono lontanamente paragonabili a quelli che abbiamo visto durante la pandemia, ma evidenziano che ci si può ancora infettare. Non siamo preoccupati ma, come è ovvio, l’attenzione è massima: siamo pronti ad iniziare la campagna con i vaccini che sono in consegna» ha detto Claudio Sileo, direttore generale dell’Agenzia di tutela della salute intervenendo alla trasmissione «Punti di vista» condotta da Renato Andreolassi su Teletutto.
Il richiamo
Dunque, casi in crescita. La risposta è quella del richiamo vaccinale. Gran Bretagna e Germania hanno avviato la campagna in questi giorni, anticipandole di quasi un mese rispetto alla programmazione. Spagna e Francia partiranno entro i primi di ottobre.
E noi? Il via alle vaccinazioni sui territori potrebbe iniziare da lunedì 25 settembre, anticipando di qualche settimana i tempi rispetto all’avvio della campagna vaccinale contro l’influenza stagionale. Sulla data, però, si attendono ancora comunicazioni pubbliche ufficiali da parte del ministro della Salute, Orazio Schillaci, o quantomeno sul sito istituzionale del ministero. Quella del 25 settembre, tuttavia, si evince dalla comunicazione che è arrivata lunedì a tutte le Regioni dall’Ufficio attività tecnico-logistiche della Direzione generale Prevenzione del ministero della Salute.
Vaccini in anticipo
Si legge: «Il ministro ha ritenuto opportuno anticipare l’inizio della campagna vaccinale. Per tale ragione il ministero ha ottenuto l’anticipo dalle consegne di vaccino dalla settimana del 2 ottobre alla settimana del 25 settembre». Sileo ha confermato che «il vaccino è in consegna, è quello che garantisce la maggior copertura comprese le ultime varianti». Le modalità sono da definire, ma è questione di giorni, se non di ore.
Le categorie
Le categorie per le quali il richiamo vaccinale è raccomandato sono le stesse alle quali le autorità sanitarie raccomandano la vaccinazione contro l’influenza stagionale. Vaccinazioni che potranno essere anche richieste in co-somministrazione: due iniezioni, una sola seduta. Obiettivo è quello di prevenire la mortalità, le ospedalizzazioni e le forme gravi di Covid-19 nelle persone anziane e con elevata fragilità, oltre a proteggere le donne in gravidanza e gli operatori sanitari. In dettaglio, le categorie a cui è raccomandato il richiamo, che è gratuito, sono: persone di età pari o superiore a 60 anni; ospiti delle strutture per lungodegenti; donne gravide e nel periodo post-partum, incluse le donne che allattano; operatori sanitari e sociosanitari addetti all’assistenza negli ospedali, nel territorio e nelle strutture di lungodegenza; studenti di medicina, delle professioni sanitarie che effettuano tirocini in strutture assistenziali e tutto il personale sanitario e sociosanitario in formazione. Ancora, persone dai 6 mesi ai 59 anni di età, con elevata fragilità, in quanto affette da patologie o con condizioni che aumentano il rischio di Covid-19 grave. La vaccinazione viene inoltre consigliata a familiari e conviventi di persone con gravi fragilità.
Dove ci si vaccina
Dove vaccinarsi? Dai medici di medicina generale o dai pediatri di libera scelta, nelle farmacie, nei centri vaccinali delle Asst (sul sito di ciascuna delle quattro aziende sociosanitarie territoriali della provincia di Brescia sono indicati luoghi e orari) e nelle Case di comunità operative.
«Il vaccino anti Covid è gratuito per tutti, come lo è quello antinfluenzale nella fase iniziale per una platea molto ampia di persone - aggiunge Claudio Sileo -. Nel frattempo, ricordo che chi è a contatto con le persone fragili, dunque non solo nelle Rsa e negli ospedali dove è obbligatoria, dovrebbe prevenire eventuali contagi indossando la mascherina. Nessun obbligo, ma una raccomandazione, ricordando che essa ci ha protetto dalle infezioni, anche quelle causate da altri virus e non solo dal SarsCov2 e, per questo, la possiamo a buon ragione considerare una eredità positiva della pandemia».
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