Il nuovo vaccino Covid atteso a inizio ottobre. Sileo: «Sanità bresciana pronta alla nuova sfida»

La guardia non si è mai abbassata in ambiente sanitario sul Covid. Nonostante nella vita quotidiana, in molti, abbiano dimenticato mascherine e gel alcolici in un cassetto, la macchina organizzativa è prontissima ad affrontare non solo il rialzo dei contagi, ma anche una nuova campagna vaccinale, anche se non avrà mai più le proporzioni della prima. Tutto è già predisposto (e soprattutto rodato) per il prossimo mese, quando sarà pronto per essere somministrato il nuovo vaccino.
«Il vaccino covid nella sua versione più aggiornata, che copre anche le ultime varianti - spiega infatti Claudio Sileo, direttore generale di Ats Brescia -, è stato approvato a livello di Unione Europea e ora sta seguendo l’iter in Aifa per essere pronto, presumibilmente a inizio o metà ottobre per la somministrazione». Una data certa quindi non c’è, però non c’è nessun allarme e neppure fretta».
La nuova campagna
«Conviene aspettare il nuovo vaccino - sottolinea Sileo - senza aver fretta di farsi inoculare con quello non aggiornato». E specifica che non è necessario farlo in contemporanea con quello antinfluenzale: «Sono due vaccini diversi - aggiunge - possono essere somministrati contestualmente o no, non cambia l’efficacia».
La campagna antinfluenzale ha un calendario collaudato: partirà il primo ottobre per i lavoratori della sanità e il 9 per gli altri questo vuol dire che potrebbe, verosimilmente, verificarsi una sfasatura tra un vaccino e l’altro. E non solo per via dell’approvazione di Aifa, ma anche perché alcuni medici di base che somministrano l’antinfluenzale potrebbero non aderire alla campagna per quello del Covid: «Questo perché - spiega Sileo - l’antinfluenzale è in una siringa già pronta, mentre l’altro è in un contenitore con più dosi che vanno utilizzate in un tempo prestabilito dall’apertura del flacone». In questo caso bisognerà rivolgersi a farmacie e Asst (centri vaccinali).
Il vaccino contro l’influenza stagionale è raccomandato (e gratuito) a tutti, mentre quello del Covid, per ora, è consigliato a over 60 e fragili: «Il ministro però - sottolinea il direttore generale di Ats - ha detto che il Governo sta pensando di allargare la somministrazione gratuita a tutte le categorie, quindi è possibile che venga pubblicata una circolare ministeriale in questo senso».
E proprio la categoria in cui cresce di più il contagio è quella più a rischio, quella degli ultra novantenni: in Italia sono circa un milione e, avverte il presidente della società italiana di gerontologia e geriatria Andrea Ungar, «andrebbero immediatamente immunizzate con il vaccino aggiornato, già a partire da quando partirà la nuova campagna vaccinale. Il fatto che il Covid abbia depotenziato la propria cattiveria - aggiunge - è perché oggi le persone sono più immunizzate in virtù delle vaccinazioni precedenti e delle infezioni già acquisite. Questo ci permette di attuare una campagna vaccinale più mirata proprio sui grandi anziani e sui fragili».
L’appello
«Ogni vaccino va sfruttato, l’antinfluenazale come quello del Covid - dice Sileo -. Teniamo anche conto che il contagio sta salendo, che non si usano più le mascherine e che ci sono nuove varianti, quindi è opportuno vaccinarsi». E non solo: «Siamo in una fase endemica, per coloro che non hanno contatti con i fragili può non essere necessario ricorrere al tampone ad ogni sintomo compatibile col Covid, ma se si è positivi - avverte -, e nonostante non ci sia più obbligo di isolamento, è utile indossare la mascherina per non contagiare altri che magari hanno un fragile in famiglia». Insomma, ci vuole responsabilità: «La mascherina non è obbligatoria, ma non è neppure vietata».
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