«Mamma mi annoio». Forse è questa la confidenza più frequente che ci arriva dai bimbi di casa. La mancanza della scuola, l’impossibilità di incontrare coetanei, niente pomeriggi a giocare a pallone, inziano a farsi ingombranti. È un periodo in cui, non solo gli adulti, ma anche i bambini si trovano ad avere a che fare con nuovi ritmi e abitudini.
Per costituzione reattivi e plastici, capaci di assorbire i cambiamenti, i più piccoli, in questo periodo prolungato di emergenza, sono comunque messi alla prova.
Da genitori non possiamo che offrire loro risposte e buoni esempi. E proprio per venire incontro a mamme e papà in cerca di consigli da mettere in uso arriva un decalogo prodotto dall’Aga, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescente.
Diverse le fonti a cui ci si riferisce - dal ministero della salute al sito del Policlinico di Milano - per trovarsi pronti a dieci domande che, prima o poi, ci sentiremo rivolgere. Si va da «Che cosa è il Coronavirus» all’«Uffa, basta dirmi di lavarmi le mani. L’ho capito».
Dieci ambiti che spaziano nella vita pratica e di relazione del bambino che potrebbe aver bisogno di sapere bene come fare a starnutire o sentirsi accolto nel momento in cui esprimere la nostalgia verso la maestra. E se, allo spuntare della noia, avete già esaurito il repertorio delle proposte, qui se ne trova un’altra manciata. Mai sufficiente, in ogni caso, a pareggiare quelle che potrebbero arrivare proprio dalla incontenibile, nonostante le restrizioni, fantasia dei nostri bambini.




