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Brescia e Hinterland

LE DOMANDE DEI LETTORI

Chiedilo ai candidati: domande e risposte sullo stadio Rigamonti


Brescia e Hinterland
17 mag 2018, 06:30
Mompiano. Una veduta dall’alto dello stadio Rigamonti - © www.giornaledibrescia.it

Mompiano. Una veduta dall’alto dello stadio Rigamonti - © www.giornaledibrescia.it

Prosegue l’iniziativa firmata dal GdB «Chiedilo ai candidati»: i nostri lettori possono infatti rivolgere le loro domande agli aspiranti sindaco. In ogni puntata ci concentreremo su un tema. Dopo la raccolta differenziata, i trasporti e il Parco della Cave, questa volta si parla di stadio.

 

Domanda 1

Ma perché un Comune deve occuparsi dello stadio? Perché una città deve mettere a disposizione delle aree pubbliche per una società privata? Perché si devono fare sforzi pubblici per una società di calcio e non - ad esempio - per una fabbrica o un negozio o una cooperativa? Roberta

La risposta di Emilio Del Bono

1 Lo sport è di tutti e deve essere per tutti. L’attività sportiva può insegnare molto e unire le persone, stimolando valori importanti quali il sacrificio, la condivisione, l’impegno. Per questo è fondamentale dare a Brescia uno stadio degno di questo nome, una struttura che non resti solo punto di riferimento per gli appassionati del pallone, ma possa ospitare concerti, eventi, rassegne, diventando un bene prezioso per l’intera città. Va realizzato su un’area pubblica perché, con l’abbattimento dei costi, è possibile stimolare (come infatti è accaduto) l’interesse di operatori e investitori privati. Inoltre, la legge sugli stadi facilita l’operazione delle concessioni di valorizzazione di aree pubbliche.

La risposta di Paola Vilardi

1 Lo stadio non è tra le priorità della città, ma sono comunque convinta che sia un nodo da sciogliere soprattutto per i cittadini e i commercianti di Mompiano. L’ho già detto pubblicamente e lo ripeto: il ruolo del Comune di Brescia deve essere semplicemente quello di individuare l’area sulla quale costruire una eventuale nuova struttura, ma deve poi essere la società privata a realizzare l’opera. Tra l’altro il Comune può parlare solo di aree comunali e la Fiera non è comunale, ma di privati. Il sindaco non può dire che lo stadio si farà su aree dei privati. Sarebbe speculazione. Quando sarò sindaco mi farò garante istituzionale e portavoce delle istanze dei bresciani. Ma non ho alcuna intenzione di improntare una campagna elettorale sul tema dello stadio. Ci sono problemi come sicurezza, lavoro, immigrazione, servizi sociali e ambiente che hanno la precedenza massima. In materia di sport il Comune deve pensare più che altro a valorizzare e rinnovare le strutture sportive presenti nei quartieri.

La risposta di Guido Ghidini

1 Riteniamo giusto ed anzi doveroso che un’Amministrazione pubblica si occupi delle attività ludico-ricreative che uniscono, divertono e generano benessere per i cittadini. Settori come sport, arte, musica e molti altri sono quindi da incentivare, garantendo il corretto svolgimento degli eventi loro connessi. Il calcio è oramai parte della storia del Paese delle sue comunità e delle loro tradizioni e culture. E mobilita migliaia di persone nella nostra città. In media, per una partita di serie B si recano allo stadio circa 7.000-10.000 tifosi (per la serie A da 15 a 20.000). Molti arrivano da fuori: l’evento è un’opportunità da cogliere sotto più punti di vista. Tutte le attività sportive devono essere incentivate anche grazie alle risorse pubbliche, con l’obiettivo di stimolare, specie nei più piccoli, una cultura di sana passione e rispetto.

La risposta di Laura Castagna

1 Il Comune non deve preoccuparsi di costruire un nuovo stadio: lo deve fare il Brescia Calcio. La Loggia può mettere a disposizione l’area con un affitto modico da reinvestire in strutture sportive. Analizzando le realtà sportive che attirano migliaia di tifosi, credo che proprio il Brescia Calcio sia il più penalizzato. La Germani Basket presto avrà il nuovo PalaEib e la Leonessa pallanuoto può usufruire di un impianto nuovo. Il Rigamonti c’è, ma non mi sembra un impianto degno.

La risposta di Davide De Cesare

1 Uno stadio per una città rappresenta ben più di uno spazio architettonico: è dove batte il cuore sportivo di una comunità, ma anche la fonte di un indotto economico dal potenziale enorme. L’attuale stadio cittadino - a causa di evidenti limiti d’età e di sicurezza ai quali le precedenti amministrazioni non sono state in grado di metter mano in modo serio - si è trasformato da risorsa a problema. Non è più tempo di soluzioni «tampone», serve un’inversione di marcia: si faccia quello che serve ai bresciani subito e bene, pianificando gli interventi in modo che siano in sinergia fra loro.

La risposta di Leonardo Peli

1 Lo stadio è una struttura di interesse pubblico posta a servizio della comunità, pertanto un Comune attento alle esigenze della popolazione se ne occupa. È chiaro che tutto deve avvenire con il concorso delle società private interessate, previa analisi dei costi. L’ente deve promuova un incontro con le parti private, all’esito del quale, se ci saranno le condizioni, si dovrà sottoscrivere un accordo con costi e funzione. Un interesse del Comune per la realizzazione dello stadio non esclude un’attenzione alle necessità primarie di altre realtà con interesse pubblico. Ad esempio, nel nostro programma, si propone che il Comune si renda promotore di tavoli di mediazione e/o conciliazione in caso di crisi aziendali che possano determinare emergenze sociali e carenza di lavoro; o, ancora, di attivare strumenti per fare da tramite tra il mondo della scuola e quello del lavoro.

La risposta di Alberto Marino

1 Compito del sindaco e della Giunta è di occuparsi anche dello sport e delle attività ricreative. È importante risolvere il problema di costruire o di ristrutturare lo stadio: questa scelta ha una ricaduta sia sulla vita dei cittadini tifosi e sportivi sia sui residenti nel quartiere e nelle aree in cui insiste la costruzione per le questioni viabilità e parcheggi. Attività collaterali di carattere economico e ricettivo potrebbero valorizzare l’area stadio, aumentando la possibilità di sviluppo economico della zona, purché costruite nell’ottica della salvaguardia degli abitanti e dell’ambiente.

La risposta di Lamberto Lombardi

1 Considerando le priorità che l'amministrazione della città deve darsi in campo sociale, priorità onerose, riteniamo che, parlando di nuovo stadio, due sono le condizioni che dovranno essere fissate e rispettate: nessuna spesa per il comune e nessun ulteriore consumo del territorio.

 

Domanda 2

Dove secondo voi va realizzato il nuovo stadio? Ancora a Mompiano? A San Polo dove adesso c'è quello di rugby? Alla Fiera o addirittura fuori città? Marco

La risposta di Emilio Del Bono

2 Siamo disposti a valutare diverse possibilità urbanistiche, anche in base alle richieste degli operatori e degli investitori privati, per decidere qual è il posto migliore per far nascere il nuovo stadio. Nell’ipotesi in cui la struttura dovesse rimanere a Mompiano, è chiaro che il quartiere non dovrà più subire i disagi derivanti dalla gestione sicurezza durante le partite. Per questo, l’eventuale nuovo progetto dovrà di fatto bypassare Mompiano, spostando l’accesso allo stadio in via Triumplina, pensando a una nuova area parcheggio e garantendo la serenità di chi risiede nella zona. Il campo da rugby di San Polo è escluso da ogni valutazione e resterà dedicato alla palla ovale, anche alla luce degli investimenti fatti dalla nostra amministrazione in questi anni, come la realizzazione della Club House Invernici.

La risposta di Paola Vilardi

2 La zona di via Maggia, a San Polo, è di gran lunga quella più idonea ad accogliere lo stadio. Ci sono le infrastrutture, i mezzi pubblici, le arterie stradali e autostradali, pochi residenti. Quindi io individuerei quell’area come meta possibile per il nuovo impianto sportivo, studiando la coesistenza con la struttura del rugby o eventualmente spostando quest’ultima a Mompiano.

La risposta di Guido Ghidini

2 Siamo contrari a ulteriori grandi opere di cementificazione sul suolo comunale. Lo stadio deve rimanere nella sua attuale collocazione: è un’area dedicata già servita dai mezzi pubblici (in particolare dal Metrobus). Inoltre la sua ubicazione è parte della tradizione calcistica e della vita dei tifosi. Un ammodernamento della struttura e interventi per migliorare la viabilità della zona porterebbero vantaggi senza stravolgere il tessuto cittadino.

La risposta di Laura Castagna

2 Il Rigamonti ha un bellissimo terreno di gioco. Si potrebbe, come hanno fatto altre città, a spese della società modificare pezzo per pezzo le curve e le tribune, avvicinandole al terreno di gioco. Io credo sia possibile ristrutturare la casa storica del Brescia.

La risposta di Davide De Cesare

2 Proponiamo la quadratura del cerchio: edificare il nuovo stadio fra la ex Caffaro e la tangenziale ovest: l’area, ancora oggi gravemente inquinata da Pcb, verrebbe così sottoposta a una non più rinviabile bonifica che strapperebbe al degrado un’importante zona della città. Con tanto di viabilità dedicata e un progetto di parcheggio di interscambio fra mezzi privati e pubblici, la zona tornerebbe a disposizione dei cittadini.

La risposta di Leonardo Peli

2 Riteniamo che un eventuale nuovo stadio debba essere costruito a San Polo perché è una zona non centrale, facilmente raggiungibile da autostrada, tangenziale e Metrobus. Costruire lo stadio in questo sito determinerebbe, da un lato, l’arricchimento dell’area e, dall’altro, il decongestionamento del traffico nella zona nord della città che, peraltro, interessa anche tutta la viabilità valtriumplina.

La risposta di Alberto Marino

2 Credo che oggi lo stadio debba essere edificato fuori dalle mura cittadine perché questo consentirebbe di risolvere una serie di problematiche: dalla viabilità ai parcheggi e le vie di fuga e di sicurezza per i mezzi di soccorso. Questo considerando anche la maggiore vicinanza all’autostrada, fattore che consentirebbe di gestire meglio, ad esempio, il problema della sicurezza degli ospiti e dei tifosi locali. Ovviamente bisognerà costruire un percorso virtuoso di partecipazione popolare nella scelta, che dovrà contenere un capitolo dedicato alla salvaguardia dell’ambiente in cui costruire lo stadio.

La risposta di Lamberto Lombardi

2 Nel caso si trovasse l’investitore interessato, lo stadio dovrà restare dov’è ora, avere dimensioni ridotte rispetto alle attuali per garantire funzionalità ed economicità. Queste ultime condizioni sono le medesime che renderebbero remunerativo l’esercizio calcistico a Brescia aprendo una possibilità per un salto qualitativo della squadra.

 

Domanda 3

Nel caso in cui lo stadio dovesse rimanere a Mompiano e non si trovassero fondi per iniziare la costruzione di quello nuovo, vi chiedo quali interventi secondo voi sarebbero necessari. Ed eventualmente se gradinata e curva sud possano essere avvicinate al campo con strutture in tubolare come l'attuale curva nord. Giovanni

La risposta di Emilio Del Bono

3 Per risolvere definitivamente la questione, non vogliamo costruire strutture provvisorie in tubolare, ma realizzare uno stadio moderno e sicuro, che non disturbi i residenti del quartiere in cui è ospitato e che non crei disagi alla mobilità. Questa è la nostra priorità. Ci basiamo su un modello di stadio all’inglese: accogliente, ricco di servizi e con gradinate vicine al campo da gioco, per garantire una fruizione dello spettacolo sportivo a 360 gradi.

La risposta di Paola Vilardi

3 Il quartiere di Mompiano è da troppo tempo penalizzato dalla presenza ingombrante dello stadio, quindi mi pongo l’obiettivo di liberarlo. Su un eventuale «piano B» ragioneremo poi. Le recenti modifiche alla viabilità volute dal sindaco del Pd hanno ulteriormente reso difficile la vivibilità del quartiere. Dobbiamo parlare con tutti gli attori interessati per raggiungere un obiettivo comune. Noto con dispiacere invece che sia il Pd sia il Movimento 5 stelle vogliono tenere lo stadio a Mompiano. Il sindaco tra l’altro aveva annunciato di aver trovato una cordata di imprenditori bresciani, ora degli investitori australiani. Io mi auguro che ci sia chiarezza sul tema perché se ne parla ormai da troppi anni.

La risposta di Guido Ghidini

3 Il Comune deve garantire l’agibilità, insieme alla società. Tutti gli interventi di ammodernamento e rifacimento della struttura dovranno però essere a carico della società. L’Amministrazione non può farsi carico di un investimento di tale portata: altre sono le priorità che le casse comunali dovrebbero sostenere. Esistono agevolazioni destinate alle società sportive che consentirebbero alla società di patrimonializzare lo stadio, aumentandone il valore. Il progetto deve essere presentato dalla società, in conformità al Pgt e alle indicazioni del Comune. Riteniamo che le tribune debbano essere avvicinate al campo eliminando la pista di atletica, permettendo di migliorare la visibilità e la vicinanza dei tifosi alla loro squadra del cuore.

La risposta di Laura Castagna

3 Nel caso in cui lo stadio dovesse rimanere a Mompiano gli interventi necessari per andare incontro alle esigenze del quartiere sono: puntare sui trasporti pubblici come la metropolitana e trovare nuovi parcheggi nelle zone della Triumplina per alleviare i disagi degli abitanti.

La risposta di Davide De Cesare

3 Non ha senso dare l’aspirina a un moribondo: la nostra squadra cittadina ha bisogno di un impianto nuovo su cui costruire i propri successi, consentendo a una realtà importante come Brescia di poter sfruttare una struttura ad ampia capienza per eventi sportivi di livello. Tuttavia non crediamo che il vecchio e caro stadio sia da abbattere: la città è orfana di valide strutture polifunzionali per ospitare appuntamenti; molte associazioni, come il Brescia Calcio Femminile, attualmente sono costrette a rivolgersi a strutture fuori città.

La risposta di Leonardo Peli

3 Gli interventi necessari sono quelli che garantiscono la sicurezza e l’integrità fisica degli utenti, anche con riferimento all’ordine pubblico. Eventuali modifiche o migliorie dovranno essere valutate tecnicamente e previa analisi dei costi e dei benefici.

La risposta di Alberto Marino

3 La vita dei cittadini residenti deve essere garantita nelle libertà di movimento e di accesso al quartiere e alle proprie abitazioni attraverso una gestione condivisa delle scelte, la partecipazione dei cittadini e del Consiglio di quartiere che dovranno lavorare all’interno della commissione delegata alla ristrutturazione dello stadio attuale. Questo con sopralluoghi continui e assemblee pubbliche. Infine sulla gestione di maggiore vicinanza delle curve al terreno di gioco credo che la proposta del posizionamento di tubolari di sicurezza possa essere presa in considerazione.

 

Domanda 4

Ma siete sicuri che possa bastare uno stadio da 15-20mila spettatori? E se un domani il Brescia riuscisse a giocare in una Coppa Europea quella capienza non sarebbe troppo bassa? Stefano

La risposta di Emilio Del Bono

4 Se si guarda alla capienza media degli stadi italiani, pensiamo che una struttura a norma, da 20mila posti, possa tranquillamente soddisfare le esigenze della tifoseria biancoazzurra, anche in previsione di una partecipazione (speriamo prossima!) alle competizioni calcistiche europee.

La risposta di Paola Vilardi

4 Sono discorsi da affrontare bene con la società e con gli investitori. Io ritengo comunque che al momento, per le esigenze sportive della città, una struttura da 20.000 posti sia sufficiente.

La risposta di Guido Ghidini

4 Quei numeri rappresentano la media di presenze al Rigamonti (considerando anche l’era di Baggio in serie A). Quindici anni fa gli spettatori negli stadi erano di più rispetto ad oggi (pay-tv e diversificazione degli orari hanno portato cambiamenti). Le strutture esistenti sono quindi da ritenersi più che sufficienti a garantire un servizio agli utenti che seguiranno le partite (ci auguriamo) anche in serie A. Eventuali competizioni europee permettono deroghe. Una considerazione: lo Juventus Stadium conta circa 40.000 spettatori. In proporzione, Brescia ha una struttura all’altezza.

La risposta di Laura Castagna

4 Tutti speriamo che un giorno le «Rondinelle» possano spiccare il volo, per questo lo stadio dovrebbe avere una certa capienza ed essere a norma. Nel nostro cuore, lo dice anche il nostro slogan «Brescia italiana», c’è la nostra città e il primo auspicio è la massima serie. È chiaro che nella nuova struttura, nella sua progettazione si può studiare l’eventuale modifica tubolare. La nostra città ha bisogno di risposte ed idee concrete, fattibili e funzionali, ha voglia di buon calcio, di contare di più in Italia, anche per quanto riguarda lo sport. Oggi bisogna in ogni modo avere il coraggio di chiedere ad alta voce una svolta epocale per il Brescia Calcio. La fedeltà e la passione di migliaia di tifosi, di quegli ultras che fanno anche centinaia di chilometri per sostenere la propria squadra del cuore, merita una risposta.

La risposta di Davide De Cesare

4 Brescia ha bisogno di un impianto importante, perché ai 190mila abitanti del Comune si aggiunge l’oltre un milione di residenti in provincia: si dovrebbe puntare su uno stadio più grande con museo della squadra e store. Insomma, la casa dei bresciani!

La risposta di Leonardo Peli

4 All’ottimistico Stefano dico che lo stadio, come ogni opera pubblica, deve essere progettato con una visione proiettata nel futuro, non miope. In sostanza, lo stadio deve essere costruito per rispondere alle esigenze attuali, ma deve essere strutturato in maniera tale da poter essere implementato in caso di necessità.

La risposta di Alberto Marino

4 Alla risposta si arriva rivedendo il percorso del Brescia calcio in questi ultimi 20 anni. Senza nulla togliere al valore della squadra, che ha ogni mia simpatia: credo che una necessità ricettiva di 25mila posti al massimo sia assolutamente adatta alle necessità della provincia.

 

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