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LOGGIA 2018

Chiedilo ai candidati: domande e risposte sul parco delle Cave


Amministrative 2018
Loggia
8 mag 2018, 10:11
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In questi giorni i nostri lettori possono rivolgere le loro domande ai candidati sindaco. In ogni puntata ci concentreremo su un tema. Iniziamo con il Parco delle Cave: di seguito le domande inviate dai cittadini al Giornale di Brescia e rivolte ai candidati sindaco:

Quali progetti avete per far vivere il parco? Quando verranno posizionate delle panchine e almeno una fontanella dell’acqua? E i servizi igienici o un posto dove chi fa sport possa almeno cambiarsi la maglietta? Cosa prevedete per la sicurezza? Lina, 38 anni

Emilio del Bono

Abbiamo realizzato una vasta area di mitigazione ambientale, un polmone verde, dove prima c’erano solamente capannoni, silos, draghe e un bitumificio. Tutto ciò che ora è a disposizione dei cittadini bresciani non è costato nulla al Comune. Adesso tocca a noi: panchine, cestini e rastrelliere per le biciclette sono già stati ordinati. Vicino a ogni laghetto è previsto un piccolo edificio come presidio: in via Cerca, dove sarà vietato il transito ai camion, nascerà una casa delle associazioni e in via Fusera, già sede dei canottieri, sarà realizzato un edificio in vetro di 200 metri quadrati con servizi. Per quanto riguarda poi il capitolo sicurezza, la sorveglianza della Polizia locale, unita alla novità di poter utilizzare i tre droni che ora sono in dotazione delle forze dell’ordine, sarà un’efficiente misura di controllo, mentre manifestazioni sociali, sportive e ricreative faranno vivere il parco, tenendo lontano chi delinque.

 

Paola Vilardi

Quando abbiamo ideato il Parco delle Cave sapevamo che sarebbe servito un lavoro lungo e impegnativo prima dell’apertura alla città. Il sindaco Del Bono, invece, in vista delle elezioni ha voluto accelerare i tempi. Mancano però servizi e strutture essenziali. Oltre alle panchine installeremo fontanelle, cestini e recinzioni attorno al laghetto, oggi incredibilmente e pericolosamente assenti. Così come la segnaletica stradale per raggiungere il parco e i parcheggi, ora non pervenuti. Dispiace che il tema sia diventato oggetto di campagna elettorale, ma le strumentalizzazioni propagandistiche portano a questo. Il Parco delle Cave è in prospettiva un’oasi verde straordinaria, ma ora è solo un’opera incompleta che infatti ha avuto un boom di presenze solo nei primissimi giorni. Renderlo attrattivo è fondamentale per il suo sviluppo. 

 

Guido Ghidini

In tema di sicurezza, il nostro programma prevede l’istituzione del vigile di quartiere e una maggiore sorveglianza nei parchi. Due proposte che potranno ben conciliarsi nel Parco delle Cave quando sarà degno di questo nome. Perché, al momento, manca ogni infrastruttura necessaria. L’Amministrazione aveva fretta di mostrare ciò che avrebbe voluto fare ma non ha fatto. Per ingraziarsi i voti dei bresciani, Del Bono ha inaugurato un’area incompleta (come accadrà con il PalaEib, di fatto ancora un cantiere), priva di servizi e strutture «indispensabili» ad accogliere i cittadini. Panchine, servizi igienici, messa in sicurezza delle sponde dei laghetti e zone d’ombra dovevano essere installati prima di consegnare il parco alla città. Solo dopo aver provveduto a questo, dopo aver collegato il parco al Metrobus e dopo la creazione di una ciclabile che consenta di raggiungerlo in sicurezza, potrà essere costruito coi portatori di interesse un progetto partecipato.

 

Visto lo stato di fatto del parco, si intende procedere con l’attuale progetto o tornare a una ipotesi di maggior tutela degli habitat della biodiversità come fatto sul Sebino per le Torbiere? Claudio, 59 anni 

Del Bono

Due dei laghetti presenti nel parco delle Cave avranno una vocazione naturalistica con una maggiore attenzione e tutela degli habitat, perché sono situati in mezzo alla campagna. Gli altri due bacini d’acqua saranno invece animati da un mix di servizi sportivi e ricreativi a basso impatto ambientale. In tutte le ex cave, un terzo delle sponde non è stato toccato, appunto per favorire l’habitat. Sono già stati avvistati aironi, anatre e crucioni. 

 

Paola Vilardi

Non sono scelte che si possono compiere in solitaria. Servono opinioni scientifiche e un ascolto delle realtà associative che renderanno viva la zona. Si condurrà un sopralluogo con agronomi e associazioni del territorio per individuare le zone da tutelare e le biodiversità in modo da trasformare l’area anche in parco naturalistico e in meta didattica per le scuole. Nel contempo, essendo tanto esteso, la vocazione da «parco botanico e naturalistico» e quella aggregativa possono integrarsi e dare vita a un progetto inedito che sia un reale valore aggiunto per la città. Anche su questi temi servono progettualità e idee. 
 

Guido Ghidini

La biodiversità era presente prima dell’inizio dei lavori decisi dall’attuale Amministrazione. La zona, infatti, era già la casa di piante, arbusti, diverse specie di animali, uccelli e odonati (come le libellule). Purtroppo è stata distrutta per realizzare quello che è visibile oggi. Il progetto prevede anche la costruzione di infrastrutture sportive e ludiche, oltre a ristoranti, una Rsa e parcheggi, convertendo i vecchi impianti da escavazione prima utilizzati nella cava. Questa non è la direzione verso la quale vogliamo andare. Il parco deve diventare un vero polmone verde, non un parcheggio o un’altra colata di cemento. E per farlo non possiamo dimenticare che nella stessa zona ci sono ancora bonifiche urgenti da fare (discarica Ve-part ed ex Cava Piccinelli) per tutelare l’ambiente e la salute dei bresciani. 

 

Quanto si immagina di investire sul verde pubblico in città? Sono in progetto altri nuovi parchi? Silvia, 64 anni

Emilio Del Bono

Vogliamo recuperare tutta l’area delle cave, si tratta di quasi quattro milioni di metri quadrati, ragionando in un’ottica di Plis (Parco locale di interesse sovracomunale), che comprende il Comune di Castenedolo, quello di Borgosatollo e quello di Rezzato. Oggi ci troviamo a metà strada nel cronoprogramma del progetto che abbiamo avviato: servono ancora uno o due anni di tempo per completarlo. Per quanto riguarda il potenziamento del verde pubblico cittadino, delle attrezzature e della rete delle piste ciclabili abbiamo a disposizione e investiremo 2 milioni di euro, fondi che sono vincolati e finalizzati all’obiettivo, come previsto dalla legge.

 

Paola Vilardi

Innanzitutto voglio mettere in sicurezza i parchi esistenti, che devono tornare a essere luoghi dove giocare, divertirsi e rilassarsi e non teatro di spaccio a cielo aperto. Penso ai parchi Gallo, Tarello, Pescheto. Proprio il parco di via Sardegna nei giorni scorsi è diventato tristemente famoso a livello nazionale per l’arresto di alcuni richiedenti asilo che vendevano droga nei pressi della scuola media. È inutile avere parchi e giardini se questi non possono essere vissuti dai bresciani. Prima di fare ulteriori interventi dunque penseremo a valorizzare in modo serio ed efficace ciò che esiste già. Sulle nuove aree verdi il mio progetto principale è la realizzazione del Bosco urbano in via Milano, molto più utile alla zona e alla città rispetto al teatro pensato e pubblicizzato dalla giunta Del Bono.

 

Guido Ghidini

Vogliamo investire molto nel verde pubblico, in particolare migliorando la qualità dei parchi. La vicenda del Parco delle Cave insegna che non bisogna distruggere per ricostruire. La natura è viva ed è simbolo di vita. Non ha senso distruggere verde per crearne di nuovo. Bisogna invece aver cura di quello che già ci circonda: dalla manutenzione dei parchi esistenti fino alla sicurezza per chi li frequenta, passando dal mantenimento delle aree protette e dalla bonifica dei troppi parchi ancora contaminati e purtroppo aperti alla fruizione di adulti e soprattutto bimbi.

 

 

 

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