Centro profughi alla caserma Randaccio: la Prefettura a caccia di un piano B

Un punto di incontro c’è: nessuno pensa che la soluzione di realizzare un centro di accoglienza temporaneo per i migranti all’interno della ex caserma Randaccio sia un’idea positiva per la città. Ma la sintonia tra le parti politiche in Loggia s’interrompe qui: sulle cause e sulle responsabilità di questo scenario, centrodestra e centrosinistra si puntano addosso il dito a vicenda.
Nel mezzo di un botta e risposta che ha rispolverato vecchi tormentoni e nuove emergenze, però, l’unica a poter pronunciare - insieme al Ministero degli Interni - la parola definitiva sul caso è la Prefettura. Che, seppur in silenzio stampa, ha iniziato a muoversi per capire se un «piano B» sia concretamente percorribile oppure no.
Tempo
Il pomo della discordia: a fronte degli sbarchi sempre più numerosi, c’è l’urgenza di trovare sui territori spazi temporanei per i profughi «orfani» di un posto nei Centri di accoglienza straordinaria. Nasce da questo l’esigenza di allestire una struttura temporanea nella quale le persone accolte si dovrebbero poter fermare non più di qualche giorno in attesa di essere smistate.
La «casa per il soggiorno breve» individuata in prima istanza è la cittadella di via Lupi di Toscana, di proprietà del Demanio, da riassettare creando una ventina di posti letto e una sala mensa. Di fronte a questa opzione, però, la Loggia ha alzato il cartellino rosso: «Siamo fortemente contrari, la città è satura e il Carmine è un quartiere su cui pesano già molte criticità: lo abbiamo già detto e lo ribadiamo, ora tocca alla provincia. Brescia è e resta una città solidale, chi non sta facendo la sua parte è giusto che inizi a farsi carico dell’accoglienza» ribadisce il sindaco Laura Castelletti, affiancata dall’assessore Marco Fenaroli.
Che fare dunque? Mentre il capoluogo punta tutto sulla capillarità dell’ospitalità, la Prefettura ha iniziato a muoversi: ieri i funzionari hanno effettuato due sopralluoghi. Il primo a Botticino, ma il luogo oltre ad essere troppo isolato è anche risultato strutturalmente inadatto; il secondo a Flero, ma anche in quel caso il riscontro non sembra essere stato ottimale. Certo è che le lancette corrono e che il dossier dagli uffici di Brescia dovrebbero essere inviati a Roma (per incassare il verdetto) entro il fine settimana.
Botta…
A farsi avanti dopo le esternazioni dell’Amministrazione è il frontman del centrodestra Fabio Rolfi, che attacca: «Verrebbe da dire: chi è causa del suo mal pianga se stesso, peccato che a subirne le conseguenze sia la città. Le lamentele di Laura Castelletti contro la scelta della Prefettura sono lacrime di coccodrillo».
Il riferimento corre a dieci anni fa, quando il progetto per la realizzazione del campus universitario alla Randaccio tramontò. «Stiamo pagando le conseguenze delle decisioni azzardate sue e di Emilio Del Bono: sono stati loro a rinunciare ai finanziamenti nazionali ottenuti per realizzare il campus alla Randaccio e a opporsi a questa soluzione per la quale Roma aveva stanziato 13 milioni di euro. Sono trascorsi dieci anni e oltre a impedire la trasformazione della caserma, nessun progetto è stato portato a termine per la riqualificazione di questa struttura, sita nel cuore della città, ed era abbastanza prevedibile che di fronte a una reiterata crisi migratoria la Prefettura decidesse di utilizzarla in tal senso.
Lasciare per tanti anni spazi così importanti inutilizzati - conclude Rolfi - è una colpa grave. Inutile quindi oggi fare dichiarazioni roboanti, sanno di presa in giro, di un vano e ridicolo tentativo di smarcarsi rispetto a una responsabilità evidente». Critica anche la consigliera Nini Ferrari (Fdi): «La Randaccio da campus universitario passa a campo profughi. Dire che è stata un’occasione persa è fare un complimento ai nostri governanti» scrive.
...E risposta
Chiamato in causa, a ribattere a tono è il consigliere regionale Emilio Del Bono (Pd), che bolla le parole di Rolfi come «un goffo tentativo di confondere le acque. Alla Randaccio non c’è mai stata la concreta possibilità che si facesse un campus universitario perché il tutto si poggiava su una complessissima triangolazione che non ha mai avuto le gambe per camminare». Ricordando che in via Lupi di Toscana è atteso il trasferimento dell’Agenzia delle Entrate, l’ex sindaco ributta la palla nel campo del centrodestra: «Tutto questo rischia di saltare per una volontà, ci auguriamo per nulla definitiva, della Prefettura e del governo Meloni. La soluzione del centro temporaneo per i migranti non ha nemmeno una chiara definizione giuridica ed è una scelta che il Comune considera inaccettabile», anche perché «contraddice il principio dell’accoglienza diffusa».
Tanto che - aggiunge - «il centrosinistra contrasterà la scelta con ogni strumento politico e giuridico a sua disposizione». L’ultima frecciata è al centrodestra di casa nostra: «Vogliono affiancarsi al Comune per evitare un così grave errore o vogliono coprire il governo Meloni? Le giravolte sono finite».
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