Migranti in arrivo a Brescia: alla caserma Randaccio sarà istituito un centro di prima accoglienza

Lo conferma una circolare della Prefettura inviata al comitato bresciano della Croce Rossa
L'ingresso della ex caserma  © www.giornaledibrescia.it
L'ingresso della ex caserma © www.giornaledibrescia.it
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Brescia potrebbe accogliere nei prossimi giorni alcuni richiedenti asilo che in queste settimane sono sbarcati in Italia. Il comitato bresciano della Croce Rossa è stato allertato dalla Prefettura per gestire un centro di prima accoglienza di profughi. La prefettura avrebbe individuato anche un luogo dove accogliere richiedenti asilo: la caserma Randaccio in via Lupi di Toscana.

 A quanto si apprende il Comune è estraneo all’iniziativa. Se, quando e quante persone arriveranno al momento non è dato sapere. 

Quel che è certo è che gli sbarchi, dopo alcuni giorni di mare mosso, sono ripresi a pieno ritmo: a Lampedusa dalla mezzanotte di venerdì, dopo il soccorso di 7 barchini, sono giunti 252 migranti. Tra giovedì e venerdì sono stati invece 9 gli approdi con un totale di 271 persone.

Sbarchi in massa

Sulle carrette soccorse nelle ultime ore dalle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza c’erano da un minimo di 31 ad un massimo di 57 persone originarie di Costa d’Avorio, Guinea, Nigeria, Sierra Leone, Mali, Camerun, Gambia e Ghana. I migranti hanno riferito di essere salpati da Sfax, in Tunisia. Sono stati tutti portati all’hotspot di Lampedusa dove al momento ci sono 695 ospiti. Appena venerdì, dopo i trasferimenti disposti dalla Prefettura di Agrigento ed eseguiti dalla Polizia di Stato, c’erano invece 320 persone. Evidente che il ritmo di arrivi rischia di mettere nuovamente in crisi il sistema, non solo quello dei territori di sbarco.

I rimpatri

Ai massicci arrivi di questi mesi il Governo cerca di rispondere con i rimpatri. Nel primo semestre del 2023, la Questura di Brescia dando esecuzione a provvedimenti di espulsione amministrativa o giudiziaria ha provveduto a 32 rimpatri a seguito di accompagnamento alla frontiera. Sono sei in meno rispetto ai 38 di tutto il 2022. Nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti con numerosi precedenti penali. Alcuni, in passato, erano titolari di permesso di soggiorno, poi revocato dall’Ufficio immigrazione a seguito dei reati commessi.

Il trend in crescita risulta confermato dai dati di luglio con 8 cittadini stranieri rimpatriati. Dei 391 provvedimenti di espulsione adottati dal primo gennaio ad oggi, oltre ai 40 rimpatri con accompagnamento in frontiera, sono stati condotti presso i Centri di permanenza per i rimpatri di 39 cittadini stranieri, per i quali non era possibile procedere nell’immediatezza al rimpatrio, mentre le misure alternative al trattenimento emesse sono state 25. 

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