La svolta «green» delle case potrebbe tradursi in un vero salasso per circa 70mila famiglie bresciane, numero comunque più contenuto rispetto a quello stimato qualche mese fa. La nuova direttiva, che obbliga a migliorare la classe energetica degli edifici approvata dal Parlamento Ue fa discutere e genera inevitabile apprensione proprio perché tocca la casa, bene rifugio per eccellenza dei bresciani.
La normativa prevede che gli edifici residenziali debbano raggiungere almeno la classe energetica E entro il 2030 e la D entro il 2033. Gli immobili della pubblica amministrazione (uffici comunali, scuole, palestre...) devono arrivare alla classe E entro il 2027 e in D entro il 2030. Non solo, dal 2028 tutte le nuove costruzioni dovranno essere a «zero emissioni» (per il pubblico dal 2026).



