Un tavolo di lavoro apparecchiato per dodici, intorno al quale sedersi con cadenza regolare per discutere di un unico, grande e annoso tema: la difficile convivenza tra il divertimento notturno e la vivibilità del quartiere Carmine per i residenti.
I faccia a faccia cominceranno a gennaio e coinvolgeranno il sindaco (che detiene la delega alla Sicurezza urbana), le Forze dell’ordine, la Polizia locale, gli assessorati ai Servizi sociali, alle Politiche giovanili, al Verde e alla Partecipazione, le cooperative sociali che operano sul territorio ma anche i commercianti del Carmine e alcuni esperti della gestione delle situazioni anche di criminalità.
«Si sta tornando indietro a una situazione che sembrava essersi risolta anni fa - continua il presidente Catalano - ma credo che anziché fare polemiche fini a se stesse come parlare di una situazione peggiorata a causa delle aree pedonali, lavorare in sinergia sia l’unica soluzione. Per questo la necessità del tavolo di lavoro».
Per il Consiglio di Quartiere la «movida selvaggia» in Carmine deve essere affrontata a tutto tondo, ecco perché è prevista anche la presenza delle cooperative e dei Servizi sociali «che possano avviare progetti, laboratori e intercettare manifestazioni di disagio socio-psicologico profondo».
A proposito di polemiche, invece, recentemente sono arrivati a pioggia le lamentele e le proteste di alcuni residenti del quartiere, che lunedì sera si sono riuniti nella sala civica minacciando azioni legali contro la Loggia. «A me piacerebbe che dialogassimo - prosegue il presidente - e incontri con alcuni residenti sono già in programma. Credo però che ci sia bisogno di chiarirsi: vogliamo risolvere il problema o trovare i colpevoli?».




