Un caposquadra positivo al Covid-19 e tutti gli altri componenti del turno in quarantena. Risultato: 29 pompieri del comando dei Vigili del Fuoco di Brescia dovranno starsene in casa sino al prossimo 20 aprile e, fino ad allora, uno dei tre turni superstiti deve fare il doppio dei turni.
Che il coronavirus si sia diffuso tra gli spazi della caserma di via Scuole è notizia del 14 aprile: a diffonderla le rappresentanze sindacali che hanno scritto al direttore regionale del Corpo, al comandante provinciale e al prefetto. Il caposquadra di cui sopra il 6 aprile scorso scopre che la moglie, infermiera, è positiva. Così contatta il medico. Vive in Veneto il che gli consente di accedere al tampone. I test dà esito positivo e nel giro di poche ore si ritrova in ospedale. Non ha bisogno di terapia intensiva, fortunatamente, ma non riesce a scrollarsi di dosso una febbre altalenante ma in moto perpetuo.
«Chiediamo - sottolineano i sindacati, - che il personale entrato in contatto con il collega contagiato sia sottoposto a tampone per accertare o escludere l’eventuale positività; ma anche una campagna di test sierologici per la totalità del personale del Comando. Lo chiediamo sia a beneficio della stessa operatività del Comando, da tempo alle prese con croniche carenze di organico, ma anche a tutela dell’utenza, perché sia oggetto di un soccorso in totale sicurezza».



