E adesso il termine del contratto di affitto rischia di «sfrattare» l’azienda nel bel mezzo dei cantieri in corso. Non c’è pace per l’epicentro del Sito di interesse nazionale Brescia-Caffaro: l’area della vecchia fabbrica - sdraiata su 110mila metri quadrati incastrati tra le vie Nullo, Milano e Morosini - a brevissimo tornerà unicamente accessibile alla proprietà, vale a dire la vecchia Caffaro Chimica in liquidazione (che con l’attuale Caffaro Brescia, lo ricordiamo, nulla ha a che vedere).
C’è un problema, però: se è vero che il contratto d’affitto è agli sgoccioli, è altrettanto vero che i lavori in corso all’interno del sito (questi sì, in capo a Caffaro Brescia Srl, finora affittuaria di una porzione degli spazi) sono ben lontani dalla pronta consegna. Senza contare che se nessuno potrà mettere piede all’interno della vecchia cittadella industriale ormai in pensione, allo stesso modo nessuno potrà mantenere in funzione la barriera idraulica, ovvero il sistema di pozzi che, creando una sorta di «mini-diga», impedisce al cocktail di veleni di infestare ulteriormente terreni, acque e rogge della nostra città. Non certo un problema di poco conto.




