Brescia, mai così tanti casi in città in 24 ore

Ieri a livello provinciale si sono registrati 1.210 casi, di cui 186 in città: è la cifra più alta di sempre, persino della prima ondata
Tamponi. Continua la fase di ricerca e contenimento dell’epidemia
Tamponi. Continua la fase di ricerca e contenimento dell’epidemia
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Per Brescia, città e provincia, è stato il giorno più «rosso» sul fronte dell’epidemia. Ieri il bilancio dei contagi infatti indica in 1.210 i casi giornalieri, secondo dato di sempre dopo il record del 3 marzo con 1.325 casi, ma la città ha registrato da sola 186 nuovi casi, cifra più alta di sempre, persino della prima ondata.

Anche se, come detto più volte, nel marzo dello scorso anno si riuscì ad intercettare solo la punta dell’iceberg con i sintomatici con pochi tamponi a disposizione, mentre il contagio era decisamente più diffuso, in termini di contagi su tamponi molecolari o antigenici effettivamente processati ieri è stato il giorno peggiore per il comune di Brescia.

Quasi duecento casi in un solo giorno e una soglia di oltre 500 casi a settimana (il limite indicato dal Cts è di 250 casi ogni centomila abitanti, Brescia ne conta quasi il doppio) ampiamente superata fanno diventare anche il comune capoluogo a rischio di diventare zona rossa se dovessero passare gli automatismi chiesti dal Cts. Il contagio però come detto è diffuso non solo a Brescia, ma in tutto il territorio provinciale.

Sono solo 25 su 205 i comuni bresciani che nella giornata di ieri non hanno registrato alcun nuovo contagio. Dopo la città a registrare più di 20 casi giornalieri sono Chiari (23), Desenzano del Garda (25), Montichiari (20) e ancora una volta Sarezzo (22) che si conferma paese con picchi significativi negli ultimi giorni.

La settimana che si è chiusa ha portato nel Bresciano 7.128 casi in più e un aumento di quattromila attualmente positivi. Che il contagio sia diffuso lo dice anche un altro dato empirico. Ats Brescia comunica ad esempio che ieri sono stati processati 6.010 tamponi molecolari con 1.505 test risultati positivi, vale a dire uno su quattro. Percentuale che scende invece di molto nei test antigenici (test rapidi) con 3.268 processati e 247 positivi con un rapporto del 7,56%.

Nel bilancio giornaliero vanno purtroppo conteggiati altri otto morti, alcuni dei quali però riferiti al mese precedente e resi noti solo oggi. I morti registrati in regione ammontano invece a 67 per un totale di 28.705 vittime. Tornando alle vittime bresciane registrate ieri, si tratta di quattro donne e quattro uomini con un’età media elevata, 86 anni. Si passa da un minimo di 54 ad un massimo di 99 anni. Nello specifico si annoverano 4 vittime a Brescia, un 99enne, un 90enne, una 98enne e una settantasettenne. Altre vittime sono un 54enne di Bagnolo Mella, una 91enne di Concesio, un 93enne di Adro e una 89enne di Bovezzo. Da inizio mese sono 77 le vittime nel Bresciano.

Crescono nel frattempo i ricoveri, non solo le terapie intensive. Sono 130 in più i ricoverati nel saldo fra dimessi e nuovi ingressi e 22 in più quelli gravi che hanno richiesto il ricovero nelle terapie intensive. Numeri questi quasi raddoppiati negli ultimi 20 giorni che raccontano meglio di altre cose la situazione difficile che stiamo attraversando, in particolare nella nostra provincia.

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