«Amore criminale» ricomincia con Manuela Bailo
C’è una doppia eco bresciana nei due programmi anti-femminicidio in onda da domani, 22 aprile, il giovedì sera per 6 puntate su Raitre: alle 21.20 «Amore criminale» con la conduzione della confermata Veronica Pivetti; alle 23:25 «Sopravvissute» condotto da Matilde D’Errico.
Nel primo verrà ricostruito – con documenti reali e anche ricostruzione fiction - il caso di Manuela Bailo, di Nave, 35enne impiegata al Caf Uil, barbaramente assassinata la notte del 28 luglio 2018 da Fabrizio Pasini, 48 anni, sposato e padre di due figli, allora sindacalista e collega col quale aveva una relazione. Pasini è stato condannato in primo grado e, il 28 novembre 2020, in appello per omicidio volontario a 16 anni di reclusione (il Pubblico ministero ne chiedeva 30) escludendo l’aggravante di premeditazione. Una condanna troppo mite e «inaccettabile» secondo Arianna, sorella della vittima; ma la sentenza è definitiva poiché la Procura ha deciso di non fare ricorso in Cassazione.
«In questa edizione – ha dichiarato la Pivetti – mi ha colpito molto che le vittime di cui parliamo sono tutte giovanissime. Deve aumentare la protezione delle donne».
In «Sopravvissute», Matilde D’Errico - storica co-ideatrice e autrice anche di «Amore criminale» - racconta invece di donne che sono riuscite a sottrarsi a relazioni pericolose. Nel programma appariranno opere di «light painting» create da due artiste bresciane: l’attrice Laura Mantovi (già interprete in precedenti edizioni di «Amore criminale») e la regista teatrale Sara Poli. Nove «dipinti di luce» accompagneranno visivamente frasi-concetti sul mondo femminile commentate dall’ospite in studio. Ma è ovviamente «Amore criminale» che più rimanda a collegamenti bresciani, giacché nella puntata d’esordio della nuova stagione (il programma nacque infatti nel 2007) ricostruirà la brutale fine di Manuela Bailo.
Si vedrà a un certo punto Veronica Pivetti leggere anche stralci delle deposizioni dell’omicida: «Non ricordo esattamente cosa abbia detto Manuela cadendo. Forse aveva chiesto aiuto. Subito mi avvicinava Manuela che era insanguinata, ma ancora viva, a quel punto non ho capito più nulla». E ancora: «Ho lasciato il cadavere in quello sgabuzzino perché sapevo che mio zio non andava mai là dentro. Quando sono tornato a casa mi sono lavato nel bagno del piano di sotto. Ho detto a mia moglie, che mi chiedeva spiegazioni, di aver passato la notte con un amico». Viene anche ricordato che Fabrizio Pasini, dopo aver ucciso la giovane donna che lo amava e averne occultato il cadavere, partì per le ferie trascorrendo due settimane in Sardegna con la famiglia, mentre a Brescia si indagava sulla sparizione di Manuela Bailo. In due spezzoni filmati compare anche la giovane donna: in uno, sorridente, entra in un edificio da quella che pare una porta scorrevole; nel secondo, con un’altra ragazza, è gioiosa sullo sfondo d’un paesaggio marino.
Tv di servizio. «Amore criminale» e «Sopravvissute» rappresentano un esempio di tv di servizio e sensibilizzazione civile, ma anche d’aiuto. Sono infatti realizzati in collaborazione con le Forze dell’ordine e col patrocinio della Presidenza del Consiglio: «Molte donne ci contattano – dicono nei promo la Pivetti e la D’Errico – per sapere come togliersi da situazioni malate o pericolose. E noi le consigliamo». In un Paese che nel 2020 ha contato 91 femminicidi e fino al aprile 2021 già altri 16, i due programmi sono una finestra su un’orribile realtà su cui bisogna riflettere e tenta anche di salvare vite.
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