Pochi giorni, una settimana al massimo. È questa la road map degli interventi che in tempi record trasformeranno la caserma «Maggiore Giovanni Randaccio» in un centro di prima accoglienza per migranti. I lavori di adeguamento e ripristino degli spazi sono già in corso, ma la struttura abbandonata da anni - che insiste su un’area di circa 25mila metri quadri - è già agibile per ospitare ogni giorno circa 20 profughi in fuga da guerre, carestie, siccità e povertà.
La «Randaccio» non sarà però un centro di accoglienza tipico, bensì un vero e proprio punto di transito - il primo nel Bresciano - nell’attesa che gli ospiti vengano trasferiti nei Cas (centri di accoglienza straordinaria). Per questo motivo la permanenza di chi giungerà in via Lupi di Toscana sarà lampo: una o due notti, prima del nuovo trasferimento.



