Albini (Centrosinistra): «Ambiente e diritti sono un unico tema»

Assessore in Loggia, è Nell’uninominale nel collegio Lombardia 3-U03 sostenuta dalla coalizione di centrosinistra
Donatella Albini, Alleanza Verdi Sinistra - Foto © www.giornaledibrescia.it
Donatella Albini, Alleanza Verdi Sinistra - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Lei è candidata nel listino dell’Alleanza Verdi Sinistra, ma nell’uninominale nel collegio Bassa e Garda è sostenuta dall’intera coalizione di centrosinistra. Rispetto a questo territorio che impegni intende assumersi?

Sicuramente la priorità è la questione del diritto alla salute. Abbiamo vissuto il dramma del Covid che ha lasciato strascichi dolorosi, purtroppo con molte vittime. Tante persone affette da long Covid non hanno una struttura cui riferirsi. È necessario perciò che a livello nazionale ci sia il riconoscimento del long Covid come malattia a sé.

Altro tema per me prioritario è il governo della sanità e avere ospedali adeguati in termini di posti letto, personale medico, infermieristico e riabilitativo. È mancata una programmazione seria a livello nazionale e regionale. La Conferenza Stato/Regioni non è stata in grado di programmare in merito alla necessità di personale. Bisognerà mettere mano all’accesso alle specialità per il personale medico e non medico. Al centro ci deve essere la cura come cultura diffusa, per questo è indispensabile agire sul piano territoriale. Il Pnrr fornisce fondi solo per strutture e infrastrutture, non per il personale.

Se si parla di cura della salute come cultura diffusa il pensiero va ai diritti. A cominciare dal diritto delle donne di avere centri di salute sul territorio e per questo bisogna potenziare la rete dei consultori. E ancora, è necessario applicare la 194 in tutte le sue parti e arrivare alla legge sul fine vita, bisogna avere il coraggio di scriverla. Inoltre c’è il diritto ad un lavoro sicuro ed è indispensabile rendere strutturali gli investimenti per garantire la sicurezza sanitaria, sociale ed economica alle donne che subiscono violenza.

Non scordiamo poi il diritto all’esistenza dei bambini e delle bambine migranti che sono arrivati nel nostro Paese. Bisogna arrivare allo ius soli, cancellare la Bossi - Fini per garantire i canali di accesso, evacuare i centri di detenzione in Libia attraverso le agenzie internazionali e tenere aperti i corridoi umanitari. Il pacchetto dei diritti ha a che fare con la politica sanitaria, sociale, dell’istruzione.

Su quali priorità imposterà la campagna elettorale?

Come detto salute e sanità, ma anche la questione dell’autodeterminazione delle persone, delle donne, delle persone fino al fine vita, di coloro che sono fragili e dei migranti che devono vedere il loro diritto di cittadinanza riconosciuto pienamente. E poi c’è la tematica ambientale. La giustizia sociale è anche ambientale, i rischi per le persone e per l’ambiente si intrecciano.

Una buona fetta dell’elettorato non sa per chi votare. Come pensa di poter convincere questi elettori?

L’impegno che sto portando avanti è duplice. Da un lato sto potenziando le relazioni che ho stabilito in questi lunghi anni di lavoro sia dal punto di vista professionale che istituzionale e politico, ascoltando le voci delle persone che ho incontrato. L’altro fronte è quello dell’incontro con le associazioni, come quella dei diritti del malato, e del cercare di dare risposte a chi mi sottopone un problema. Si tratta di confermare le buone relazioni intessute e continuare nell’ascolto.

Che valore assume per il blocco rosso-verde questa tornata elettorale?

Ha un valore molto alto perché finalmente camminano di pari passo la cultura ambientale e quella sociale tipica delle due appartenenze che costituiscono l’alleanza. Un’alleanza qui al servizio del centrosinistra. Non si può aver cura delle persone senza aver cura dell’ambiente, curarsi dell’ambiente se non ci si prende cura delle persone che sul pianeta vivono.

È ancora possibile ricreare un campo largo che includa anche il M5S?

Su questo aspetto mi esprimo come esponente di Sinistra Italiana. In campagna elettorale ognuno deve segnare il proprio territorio. Le affermazioni di Conte, come di chiunque altro erga attorno a sé degli steccati, sono il veleno della campagna elettorale. La buona politica è invece quella che dialoga con tutti quelli che stanno dalla tua parte dal punto di vista dei valori e delle pratiche politiche. In questo senso non vedo perché non si possa pensare a una rinnovata alleanza. Se abbiamo in testa la cura della persona, la difesa della Costituzione e l’accoglienza di chi scappa da fame e guerra non capisco perché non si possa costruire una buona alleanza anche con i Cinque Stelle.

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