A ottobre ci sono stati più di 4mila contagi nel Bresciano
La plastica evidenza che ci troviamo di fronte alla seconda ondata è documentata freddamente dai numeri: in ottobre nel Bresciano si sono registrati 4.133 nuovi contagi contro i 743 dell’intero mese di settembre e un minimo toccato in luglio con soli 311 contagi. Ma anche in aprile si era raggiunta la ragguardevole quota di quasi 4.500 contagi mentre in marzo c’era stato il record di 8.353 infettati con oltre un migliaio di morti.
La differenza sta proprio nel bilancio delle vittime, 16 in tutto il mese di ottobre contro le 1.081 di aprile oppure le 1.348 di marzo. Questo non significa che il virus debba essere sottovalutato, ma la letalità sembra decisamente diminuita.
Le spiegazioni. Almeno tre le possibili spiegazioni, secondo il parere degli esperti, per questa dinamica: da un lato il virus in primavera aveva colpito maggiormente gli anziani come soggetti più fragili e spesso portatori di altre patologie che hanno portato ad un alto numero di vittime, mentre attualmente le statistiche ci dicono che maggiormente colpiti sono i giovani adulti con un sistema immunitario più forte in grado di contrastare meglio gli effetti del virus. La seconda spiegazione riguarda i territori: Brescia e Bergamo nella prima ondata hanno pagato pesantemente gli effetti della pandemia e in queste zone il virus, nonostante circoli ancora, appare più debole mentre altre aree della Lombardia risparmiate in primavera (il Milanese, la Brianza e l’Insubria) stanno sperimentando ora la virulenza del Covid.
Terza possibile spiegazione è un dato meramente clinico: ora sappiamo con cosa abbiamo a che fare e seppure non esista una cura totalmente efficace, i medici sanno come affrontare la malattia. In primavera invece eravamo tutti frastornati e in assenza di un vero e proprio protocollo medico di intervento. L’insieme di questi tre fattori può spiegare quello che sta accadendo oggi nel Bresciano rispetto all’area metropolitana di Milano più duramente colpita in questo frangente. Altro raffronto che si può fare nel confronto mensile dell’epidemia nel Bresciano riguarda i guariti, oltre i 1.100, ma sempre un quarto dei nuovi contagiati. Solo in aprile, maggio, giugno e luglio si sono avuti più guariti dei contagiati. Già ad agosto il bilancio della curva indicava una debole ma costante ricrescita.
Bilancio giornaliero. Tornando ai dati giornalieri si rileva che a Brescia sono stati registrati ben 413 nuovi casi, sesto giorno di sempre dall’inizio dell’epidemia per numeri assoluti di infettati giornalieri, ma nel confronto con le altre province lombarde la Leonessa d’Italia è la quinta in Regione dopo Milano, Monza Brianza, Varese e Como. Alto comunque il numero dei tamponi, oltre 46mila che consente di mantenere pressochè stabile al 19% il rapporto con i nuovi casi (19 positivi ogni cento tamponi effettuati). E il numero dei decessi in Regione, 73 con Brescia a quota zero, dimostra che la furia del virus sta colpendo altrove, in aree forse sei mesi fa risparmiate.
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