La lapide scoperta stamane su una parete della cascina Ginevra a Capodimonte di Castenedolo ricorderà per sempre l’eroico gesto di tre giovani militari americani compiuto nella notte del 18 marzo del 1945. I tre, a bordo del loro caccia A-29G, colpito dalla FlaK la contraerea tedesca, decisero di morire schiantandosi con il loro velivolo su alcuni alberi, anziché sulla cascina. Una manovra che salvò le vite delle molte persone che vi abitavano. E che ancora oggi fanno memoria di quella notte.

Il sindaco di Castenedolo Pierluigi Bianchini e l’agente speciale Doug Patrick, regional security officer presso il console generale degli Stati Uniti a Milano sono intervenuti alla commovente cerimonia. Con loro il luogotenente Salvatore Castaniere e l’ufficiale della locale Munss Maj Andrew M.Dunbar in rappresentanza del Comandante colonnello Giacomo Lacaita del 6° stormo di Ghedi. Toccanti i racconti dei due testimoni diretti, la signora Angela Zanini oggi 88enne che allora aveva 10 anni e, Giuseppe Spranzi, che seppure all’epoca avesse appena 4 anni, non ha più dimenticato l'episodio che gli salvò la vita.


