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LA STORIA

«Sosteniamo chi lotta mantenendo vivo il ricordo di Aurora»


Bassa
31 mar 2020, 09:23
Silvio e Anna lavorano a Montichiari - © www.giornaledibrescia.it

Silvio e Anna lavorano a Montichiari - © www.giornaledibrescia.it

L’ha coccolata in grembo per nove mesi, ha sentito il suo cuoricino battere, ha immaginato mille volte di accarezzarla e stringerla forte al petto. Mamma Anna ha partorito Aurora il 13 marzo, in piena emergenza coronavirus, ma una malattia rara non ha consentito alla piccola di sopravvivere. Dimessa dall’ospedale, insieme a papà Silvio, ha deciso di «trasformare questo grande dolore in qualcosa di positivo, di buono»: la coppia ha lanciato su Gofundme.com una raccolta fondi in memoria di Aurora da destinare ad AiutiAMObrescia, campagna lanciata da GdB e Fondazione Comunità Bresciana che vola verso i 15 milioni di euro.

«L’obiettivo - ci spiegano - è arrivare a 5mila euro, in pochi giorni siamo già a 2.800 euro. Non pensavamo di scatenare tutta questa generosità. Dare il nostro contributo attraverso un crowd- funding ci sta aiutando a reagire e ad andare avanti».

Silvio Sergio è un poliziotto della Stradale, la compagna Anna Navarra fa l’estetista. Vivono a Castiglione delle Stiviere (Mantova), ma lavorano entrambi a Montichiari. La gioia di aspettare Aurora aveva dato un senso nuovo alle loro giornate. Poi qualcosa ha iniziato ad andare storto: «Al quinto mese, durante la morfologica, la dimensione della circonferenza cranica della bimba, ancora troppo piccola, ha fatto emergere un sospetto che i successivi controlli hanno ribadito - raccontano - . Allora ci siamo affidati all’ospedale Civile, all’equipe del dottor Federico Prefumo e in particolare al ginecologo Marino Signorelli. All’ottavo mese è arrivata la batosta: Aurora era affetta da una microcefalia che avrebbe causato atrofia muscolare e insufficienza respiratoria. Una patologia rara che, con grande probabilità, non l’avrebbe fatta sopravvivere alla nascita». Così è effettivamente andata.

Il 13 marzo, con una parto naturale indotto, è venuta alla luce la piccola. «È stata l’esperienza più bella della mia vita», commenta ora il suo papà. Aurora, però, è morta subito. «I primi giorni sono stati terribili - raccontano Anna e Silvio -: complice l’emergenza coronavirus, abbiamo potuto fare solo una piccola cerimonia di sepoltura della bimba. Ci siamo però resi conto che le lacrime e la tristezza servono a poco: insieme abbiamo deciso di provare a guardare avanti tirando fuori qualcosa di positivo da questa storia. Così, anche per ringraziare l’ospedale Civile, che ci ha trattati benissimo sia dal punto di vista medico sia da quello psicologico, abbiamo avviato la raccolta fondi "Un sorriso per Aurora" il cui ricavato sosterrà la campagna AiutiAMObrescia».

 

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