Bassa

Pullman ribaltato ad Azzano, finisce sotto accusa il fango sulla strada

Via Caduti del Lavoro era sporca di resti agricoli. Si indaga sulle responsabilità dell'accaduto che non ha registrato feriti tra gli studenti
Roberto Manieri

Roberto Manieri

Giornalista

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UNA DINAMICA DA CHIARIRE

Il pensiero è andato al maggio di dieci anni fa. A quel pullman carico di tifosi di ritorno dalla trasferta a Livorno del Brescia che si ribaltò all’alba lungo la A21. Andrea Toninelli, 22 anni, rimase schiacciato e morì. Ieri mattina ad Azzano Mella poteva finire ancora una volta in tragedia.

Fortunatamente invece sono usciti tutti illesi - spaventati, con qualche botta, ma salvi - i 27 studenti che erano a bordo del pullman che stava accompagnando i ragazzi a scuola e che si è ribaltato sul fianco finendo in un campo. Superato lo choc ora è il tempo delle indagini interne e degli accertamenti. 

La polemica

Sotto i riflettori finisce l’asfalto sporco dei resti agricoli. A detta di chi abita lungo via Caduti sul lavoro, tra Azzano e Dello, i lavori di trinciatura del frumento erano stati avviati mercoledì: «Consuetudine e obblighi prevedono che dopo il transito di trattori e carri, gli agricoltori devono pulire la strada. Non è ammissibile quanto accaduto: la strada era ridotta ad un nastro di fango, dove anche il transito di una normale autovettura diventa difficile».

Chi ha trinciato il raccolto ha dichiarato agli inquirenti che doveva essere il comittente conduttore del terreno ad occuparsi della pulizia (si passa con un’autobotte e si lava la strada) ma questo non è stato fatto «complice il fatto che dava pioggia e che la strada si sarebbe lavata da sé» continuano i residenti. Ma la pioggia nella notte tra domenica e lunedì non è caduta abbondante. «Il risultato è che il terriccio è diventato fango. E sul fango si scivola. Perché se la strada non era praticabile l’autista è passato lo stesso?». È quanto gli agenti della Stradale di Desenzano hanno chiesto all’autista - classe 1995 - il quale avrebbe replicato che la strada è priva di lampioni. «Ma lei ha i fari, e poi non ha visto in che condizioni fosse la strada?» hanno replicato gli agenti. La stessa domanda se la sono posta i tecnici dell’Agenzia del Tpl che hanno mandato il direttore Massimo Lazzarini sul posto dopo aver aperto un’inchiesta sulla dinamica dei fatti. 

L’indagine

«Quando abbiamo valutato il transito lungo questa strada statale della linea LS 015 (Verolanuova-Faverzano-Brescia) abbiamo inserito gli elementi di criticità e li abbiamo risolti. Non a caso il limite di velocità qui è di 30 km/h. Abbiamo chiesto ad Arriva Italia i dati del Gps del bus per verificare i tempi e le velocità della corsa e chiarire tecnicamente la dinamica. La nostra è un’indagine che prescinde da quella della Stradale e afferisce al rispetto dei termini di contratto» è stato il commento dei tecnici dell’Agenzia.

Mentre la Stradale ha comminato una multa ad uno degli agricoltori (circa 40 euro), le indagini puntano alla responsabilità dell’accaduto. Il bus non ha avuto grandi parti danneggiate, ma essendo a metano ed essendo rimasto piegato su un fianco per oltre 4 ore non è stato fatto partire. Ora saranno gli accertamenti a stabilire le responsabilità.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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