Bassa

Il caso dei fanghi della Wte arriva in aula 5 anni dopo l’inizio dell’indagine costata un milione

Fissata per il 5 aprile l’udienza preliminare: chiesto il processo per 17 persone e 7 aziende
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Gessi di defecazione da fanghi stoccati in un impianto Wte (foto dagli atti) - © www.giornaledibrescia.it
Gessi di defecazione da fanghi stoccati in un impianto Wte (foto dagli atti) - © www.giornaledibrescia.it

Il fascicolo è passato dalle mani di tre pubblici ministeri. Alcuni reati contestati sono addirittura relativi a dodici anni fa. Il principale gruppo coinvolto è sotto amministrazione giudiziaria dall’aprile del 2021. Ora c’è una svolta.

Il caso Wte approda, finalmente, in aula. Il gip Cristian Colombo ha infatti fissato per il prossimo 5 aprile l’udienza preliminare a carico di 17 persone e sette aziende coinvolte nell’inchiesta sullo spargimento, tra gennaio 2018 e agosto 2019, di 150mila tonnellate di presunti fanghi illegali in terreni di 78 Comuni tra Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. Al centro di un’indagine di 12 faldoni per migliaia di pagine di tra relazioni e intercettazioni e costata più di un milione di euro stando alle fatture liquidate e contenute agli atti, c’è la Wte, azienda bresciana con stabilimenti a Calvisano, Calcinato e Quinzano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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