Aveva lottato con silenziosa tenacia contro il male che non perdona. Aveva contrapposto alle pesanti terapie la sua determinazione, la sua inesausta curiosità per la vita. Sempre accanto, la moglie Rosangela. Poi il repentino tracollo delle ultime settimane non gli ha lasciato scampo.
Si è spento ieri mattina, nella sua abitazione di viale Bonatelli, il prof. Lucio Rapetti, alla soglia dei 79 anni. Li avrebbe compiuti il prossimo 13 dicembre. E lascia un profondo cordoglio in tutta la comunità clarense e nell’intero Ovest bresciano. Era nato a Chiari nel 1940, da una stimata e nota famiglia locale. Laureato in Lettere classiche all’Università Cattolica di Milano, dopo un breve periodo come insegnante alla scuola media, era stato incaricato come preside al liceo scientifico di Rovato e poi a quello di Orzinuovi, prima di approdare al vertice dell’Istituto tecnico commerciale «Luigi Einaudi» di Chiari. Proprio sotto la sua dirigenza, la scuola superiore clarense ha segnato una crescita significativa e la svolta che l’ha portata ad essere uno degli istituti più frequentati del Bresciano.
Attenzione alla didattica e sensibilità verso i giovani hanno caratterizzato il suo lungo periodo scolastico. Il prof. Rapetti spiccava anche per il suo impegno culturale e la sua presenza alle molte iniziative della comunità. Ha sempre coltivato la sua passione per le lingue classiche, il latino ed il greco, tanto da diventare punto di riferimento in alcune operazioni importanti. Tra queste va certamente segnalata l’edizione degli Statuti clarensi ad opera della Fondazione Biblioteca Morcelli-Pinacoteca Repossi. Dell’istituzione clarense, il prof. Lucio Rapetti è sempre stato collaboratore prezioso. Attento, acuto e discreto: così lo ricordano gli amici. Non faceva mai mancare il suo contributo, ma sempre senza mettersi in mostra. Non c’era manifestazione che non fosse presente, sempre con il suo stile schivo. Sapeva essere preciso, competente, misurato, e non senza una punta d’ironia, segno distintivo d’una mente vivace.
Da lungo tempo era collaboratore anche della Fondazione Civiltà Bresciana. Ed aveva coltivato, condividendolo con pochi amici, lo studio dell’ebraico. Amava la natura, le passeggiate e la montagna. E amava la lettura, anche quando i crescenti problemi alla vista gliela rendevano difficile. Era un lettore affezionato del Giornale di Brescia, che seguiva quotidianamente con attenzione, talvolta intervenendo con sue lettere al direttore. Il funerale verrà celebrato oggi alle 14.30 nella chiesa dei santi Faustino e Giovita, partendo dall’abitazione.



