Bassa

Allarme aviaria in un allevamento di tacchini a San Gervasio

Si attende la conferma ufficiale dell’Ats insieme alle eventuali restrizioni da adottare
Allarme aviaria in un allevamento di tacchini della Bassa
Allarme aviaria in un allevamento di tacchini della Bassa

Allarme aviaria nella Bassa Bresciana. Stando a quanto appreso, in un allevamento di tacchini a Casacce di San Gervasio sarebbe stata riscontrata la presenza dell’influenza aviaria. Per il momento si attende la conferma ufficiale dell’Ats, ma tra gli addetti ai lavori e le associazioni di categoria la preoccupazione è massima e l’interrogativo dominante riguarda la virulenza. Già da qualche settimana, del resto, negli allevamenti, si temeva il ritorno di un’epidemia avicola, visto il crescendo di casi accertati nel Veronese e a fronte della positività al virus riscontrata anche nel Bresciano, ma finora solo in esemplari di avifauna selvatica nella zona di Seniga, Pontevico e Rovato.

Proprio i selvatici, infatti, rappresentano spesso il principale vettore di diffusione. Ma tra lunedì sera e ieri fra gli allevatori si sono diffuse le voci, che ormai appaiono certe, di un caso in allevamento.

«Dopo i tanti focolai riscontrati in provincia di Verona nelle scorse settimane, rimbalza la notiza di un allevamento positivo nella Bassa bresciana - commenta Mauro Belloli, vicedirettore di Coldiretti Brescia -. In attesa di conoscere se trattasi di bassa o alta patogenicità, cresce la preoccupazione tra gli allevatori. Per Coldiretti è fondamentale applicare in modo ancora più puntuale le norme di biosicurezza, sulle quali le aziende bresciane sono da anni virtuose. Massima attenzione ad evitare contatti con la fauna selvatica e alla disinfezione di persone e mezzi, in entrata e uscita dagli allevamenti».

Prontamente operativa sul tema anche Confagricoltura Brescia: «Stiamo monitorando la situazione e siamo in contatto con l’Ats - dice il direttore di Confagricoltura Brescia, Gabriele Trebeschi -. Domattina (oggi per chi legge, ndr) è attesa l’ordinanza per definire le misure da adottare nella zona di protezione e nella zona di sorveglianza. Come abbiamo fatto nel corso della passata epidemia cercheremo di assicurare l’equilibrio possibile tra svolgimento delle attività e contrasto alla diffusione».

Nel 2017 le aziende avicole bresciane erano state duramente colpite dall’aviaria, di cui si temono anche i cosiddetti danni indiretti, ossia quelli  patiti dagli allevamenti del settore ubicati nelle zone in cui si definiscono le eventuali restrizioni per arginare la diffusione dell’influenza. Anche per questo, c’è attesa di avere la conferma ufficiale e di conoscere le eventuali restrizioni. Forte è anche la preoccupazione nei paesi confinanti con San Gervasio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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