Niente da fare. La tromba d’aria che distrusse buona parte del borgo di Bettegno il 19 settembre del 2021 è un affare che riguarda giusto chi ha avuto danni: il Ministero dell’Interno, infatti, ha negato il riconoscimento dello stato di calamità naturale.
L’iter
«Abbiamo avuto danni per 4,5 milioni di euro, ma la calamità non ci spetta - spiega la sindaca Alessandra Azzini -. Fatta una prima conta abbiamo inviato richiesta in Regione che poi ha inoltrato la documentazione al Ministero».
La ricostruzione
In questi mesi, nel piccolo borgo, è stato un via vai di imprese, amici e parenti delle famiglie colpite che aiutano a ricostruire. Quasi tutti sono alle prese con assicurazioni, assicuratori, periti, architetti e ingegneri. Tutti però hanno dovuto intaccare i risparmi: chi sta pagando ogni mese le rate dell’auto che però è finita sotto le macerie, chi si è visto risarcire solo la ricostruzione del tetto della casa e una parte di quello dei fienili, ma non i vetri scoppiati o le ante divelte. Chi deve ricostruire ciò che è crollato e poi si vedrà cosa verrà risarcito. Per fortuna nessuno, quel tragico 19 settembre, ha perso la vita, ma qualcuno la morte l’ha vista in faccia. E ha perso molto. Una cinquantina, allora, le persone senza casa che trovarono riparo da conoscenti o negli hotel. Oggi una sola famiglia è fuori casa, ma comunque sistemata in un alloggio. Insomma si fanno debiti e ci si rimbocca le maniche come successe a Torbole e Castel Mella nel 2019 o a Roccafranca, Rudiano e Comezzano-Cizzago nel 2002.




