Un fiore delicato, quasi invisibile ai più, ma capace di raccontare molto dello stato di salute di un intero ecosistema. Dopo venticinque anni di assenza, l’Hottonia palustris, la cosiddetta violetta d’acqua, è tornata a fiorire nelle Torbiere del Sebino. Un segnale incoraggiante, che arriva al termine di anni di interventi mirati alla tutela della biodiversità.
A favorirne il ritorno sono state le azioni messe in campo dall’ente gestore della Riserva, che ogni anno investe tra 500mila e 600mila euro per restituire spazio alla natura. Tra gli interventi principali figurano lo scavo dei canali nella zona delle Lamette, la manutenzione del reticolo idrico e il contrasto alle specie alloctone invasive, come il gambero rosso della Louisiana, la tartaruga acquatica, il pesce siluro e le nutrie.

Tutela ambientale
Un lavoro complesso, che però non esaurisce il tema della tutela ambientale. «Attenzione – ha sottolineato il direttore Nicole Della Torre durante una tavola rotonda organizzata dall’ente –: naturalità non coincide con biodiversità». Un concetto ribadito anche alla luce dei limiti normativi: la biodiversità, infatti, non è inserita nel Ptra (Piano territoriale regionale d’area). Come ha evidenziato Francesco Scuri, presidente del gruppo dei ventidue Comuni di Terre di Franciacorta, gli enti locali non hanno poteri sulle colture scelte dalle aziende agricole.
Accanto ai segnali positivi, restano però criticità aperte. Legambiente Franciacorta ha ricordato che sono trascorsi otto anni dall’avvio del percorso per la realizzazione dello scolmatore dei reflui di Provaglio d’Iseo, intervento ancora fermo. Allo stesso modo, si trascina da tempo il problema dell’accumulo di rifiuti plastici nelle Lamette, senza che siano stati finora stanziati finanziamenti specifici per affrontarlo.
Verso il Piano
Questioni che dovranno trovare spazio nel nuovo Piano di gestione della Riserva delle Torbiere del Sebino, attualmente in fase di elaborazione e il cui documento finale è atteso entro la fine del 2026. «Stiamo analizzando una pluralità di temi legati all’acqua, al valore del territorio e alla biodiversità» spiega il presidente dell’ente gestore Marco Pilotti, indicando la direzione di un lavoro che guarda al lungo periodo.
Nel frattempo l’attenzione resta alta anche sul fronte della sensibilizzazione. Sabato 9 maggio è in programma una visita guidata gratuita, dalle 14 alle 16.30, per far conoscere la biodiversità delle zone umide. L’iniziativa propone un percorso pianeggiante di circa tre chilometri e punta a mettere in luce l’importanza della tutela della flora spontanea, anche alla luce delle pressioni che interessano questi ambienti, tra eutrofizzazione, alterazioni idrologiche e diffusione di specie esotiche invasive. Il ritrovo è fissato al Centro accoglienza visitatori di Iseo.



