Un fiore delicato, quasi invisibile ai più, ma capace di raccontare molto dello stato di salute di un intero ecosistema. Dopo venticinque anni di assenza, l’Hottonia palustris, la cosiddetta violetta d’acqua, è tornata a fiorire nelle Torbiere del Sebino. Un segnale incoraggiante, che arriva al termine di anni di interventi mirati alla tutela della biodiversità.
A favorirne il ritorno sono state le azioni messe in campo dall’ente gestore della Riserva, che ogni anno investe tra 500mila e 600mila euro per restituire spazio alla natura. Tra gli interventi principali figurano lo scavo dei canali nella zona delle Lamette, la manutenzione del reticolo idrico e il contrasto alle specie alloctone invasive, come il gambero rosso della Louisiana, la tartaruga acquatica, il pesce siluro e le nutrie.



