Alle Torbiere tornano tarabuso e falco di palude, calano i cormorani

Il lago d’Iseo e le Torbiere sono popolati da più di 5mila uccelli acquatici che passano l’inverno tra canneti, vegetazione arbustiva e alberi.
Il censimento
A contarli, l’11 di gennaio, è stata la squadra di appassionati del «bird watching» coordinata dall’ornitologo Paolo Trotti e composta da Rossano Quirini, Antonio e Gianbattista Benaglio, Mirko Speziari, Emanuele Forlani, Davide Facchetti, Giuseppe Platania, Ilaria Mazzoleni, Paolo Faifer e Adelfina Aldovrandi. Ogni anno, armati di binocoli, gli esperti si appostano tra le rive del lago e quelle delle vasche della Riserva per censire questa vasta colonia di pennuti e arricchire il conteggio europeo che fa capo all’Iwc, l’International waterbird census.
Per il 2026 il numero complessivo contato è stato di 5.220 uccelli acquatici, appartenenti a 34 diverse specie di cui la più numerosa è quella della folaga (1.355 esemplari); tra le meno numerose anatra muta, beccaccia, moretta tabaccata, strolaga mezzana e svasso cornuto, di cui si è visto un solo esemplare. Oltre a quello delle folaghe, i gruppi più numerosi sono quelli di svasso maggiore (869), gabbiano comune (618), germano reale (558), fistione turco (527), cormorano (325), gabbiano reale (271), marangone minore (148), cigno reale (147) e svasso piccolo (143).
Il metodo

Come spiegato dall’ornitologo della Riserva, Paolo Trotti, «il conteggio viene svolto in un tempo brevissimo, per evitare di segnare due volte lo stesso esemplare. Una volta raccolti, i dati vengono inviati a Ispra, che partecipa alla costruzione di un quadro complessivo italiano ed europeo, quindi la stima è scientifica e ha lo scopo di capire evoluzione e tendenze delle specie».
Curiosità. «Le presenze più interessanti - continua Trotti -? Sicuramente quella del falco di palude è degna di nota, sia per il fascino che questo rapace esercita sempre, sia perché la Riserva delle torbiere del Sebino è la zona con la maggior estensione di canneto di tutta la provincia e ne favorisce l’arrivo e la stanzialità. Interessante anche la presenza di cinque tarabusi, uno degli uccelli più rari d’Italia come svernante, e di 56 canapiglie, mai state così numerose sull'Iseo come quest'inverno come nidificanti e svernanti.

L’anatra più diffusa è il fistione turco, un tuffatore e pescatore presente con una colonia di 520 esemplari. In calo il cormorano: si sono contati 300 capi contro i 470 dell’anno scorso, i 500 del 2024 e i 780 del 2023. Non compreso nel censimento, ma presente come acquatico svernante, anche il martin pescatore: in Riserva si sono contate cinque coppie, favorite dalla creazione (anche quest’inverno) di pozze e canali che migliorano l’habitat e evitano gli interramenti di queste aree così delicate».
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