Le microplastiche sono arrivate nei tessuti dei pesci del lago di Garda. Ad accendere i riflettori sul problema è il WWF Bergamo Brescia, che ha rilanciato i risultati di una «recente indagine pubblicata sulla rivista Environmental Pollution, che ha acceso i riflettori sulla preoccupante presenza di microplastiche (particelle di dimensioni comprese tra i 330 micrometri e i 5 millimetri) nei tessuti dei pesci autoctoni del lago di Garda».
Scrive il WWF: «Analizzando oltre 150 esemplari di persico reale, lavarello e alborella prelevati in diverse zone dei laghi subalpini, i ricercatori hanno riscontrato che quasi l’80% dei campioni conteneva particelle di plastica inferiori ai 5 mm, con una media di 5-10 frammenti per pesce».
Depurazione inefficiente
Si tratta di particelle minuscole, spesso invisibili a occhio nudo, ma ormai presenti ovunque, anche nel lago. Le fonti di questo inquinamento sono principalmente di origine antropica.
«Oltre al lavaggio di indumenti sintetici, al degrado dei rifiuti plastici abbandonati (bottiglie, imballaggi, attrezzi da pesca) e all’usura degli pneumatici – continua il WWF – un contributo particolarmente preoccupante deriva dalla scarsa efficienza degli impianti di depurazione delle acque reflue e dagli scarichi fognari abusivi o non a norma. Queste microfibre e microplastiche, non adeguatamente trattenute dai sistemi di trattamento attuali, entrano direttamente nel lago attraverso i corsi d’acqua e gli scarichi, aggravando in modo significativo l’inquinamento».
Sul tema della depurazione, nei giorni scorsi è intervenuto anche il consigliere comunale di Desenzano del Garda Andrea Spiller (M5S): «Risulta quanto mai indispensabile un cambio di passo sul fronte della corretta gestione delle reti fognarie dei vari comuni che si affacciano sul lago, ancora oggi troppo inefficienti e che spesso finiscono per riversare nel Garda quanto non riescono a portare a depurazione».
Plastica nella catena alimentare
«Queste particelle – prosegue il WWF – entrano nella catena alimentare fin dal plancton, per poi accumularsi nei pesci, minacciando la biodiversità del Garda e sollevando legittime preoccupazioni per la sicurezza alimentare umana».
Lo studio rappresenta un campanello d’allarme non solo per il lago di Garda, ma per tutti i grandi laghi subalpini. Per contrastare il fenomeno è urgente potenziare gli impianti di depurazione con filtri di ultima generazione in grado di intercettare le microfibre, regolarizzare e controllare gli scarichi fognari abusivi, oltre a lanciare campagne di sensibilizzazione per ridurre la plastica monouso e promuovere un turismo più responsabile.

I dati della Goletta dei Laghi di Legambiente
Non esiste habitat, sull’intero pianeta, che non sia interessato dal fenomeno: le microplastiche si trovano persino nel nostro corpo. Sono nei mari ma anche nei laghi, Garda compreso.
Nel più grande lago italiano, gli ultimi campionamenti effettuati dalla Goletta dei Laghi di Legambiente risalgono al 2019 e mostravano un trend di crescita impressionante:
- 25mila particelle per km² di superficie nel 2016,
- 36mila particelle per km² nel 2018,
- 131mila particelle per km² nel 2019.
Eppure gli studi sull’incidenza delle microplastiche in ambiente lacustre sono ancora pochi, soprattutto in Italia, e il problema resta scarsamente percepito.



