Incremento del sostegno finanziario regionale al Parco dell’Adamello, semplificazione delle procedure in tema di tutela del paesaggio, sostegno alla proposta di riperimetrazione del Parco escludendo dall’area protetta i centri abitati (per sollevare cittadini e uffici tecnici dall’eccessiva invasività delle procedure) e introduzione di misure incentivanti per i Comuni nel Parco. È il succo delle «Linee di indirizzo per il Parco dell’Adamello», che una larga maggioranza di sindaci ha approvato lunedì sera in Comunità montana, alla presenza di alcune decine di attivisti e ambientalisti, preoccupati che il documento possa essere il primo passo piuttosto per smantellare il parco.
Clima teso
In un clima inusuale, il presidente Corrado Tomasi e l’assessore al Parco Giamba Bernardi hanno illustrato, analizzato e difeso il documento, provando a rassicurare i presenti. Riuscendoci con i colleghi sindaci, per la gran parte tranquillizzati (il timore, da principio, placato da una precedente riunione del Gruppo civico, era che si volesse portare i confini del Parco oltre i 1.600 metri: spettro fugato), ma non con gli ambientalisti, che al termine del voto hanno abbandonato l’aula vociando e lanciando qualche parola grossa («vergognati», rivolto al presidente).


