Cronaca

Lega: «Spostare sopra i 1600 metri la misura di tutela dell’Adamello»

La proposta ha l’obiettivo di «concentrare i fondi sulle zone di pregio»: il centrodestra va cauto, no di Pd e Legambiente
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Parco dell'Adamello, polemiche sulla proposta della Lega

La Lega camuna ne è convinta: i confini del parco dell’Adamello vanno ridotti, spostandoli sopra i 1600 metri, «per garantire maggiore libertà d’azione a chi ci vive e lavora». Gli esponenti camuni del partito di Salvini hanno convocato una conferenza stampa per dire che serve un nuovo equilibrio tra la tutela del parco e lo sviluppo dei territori, diversamente le restrizioni dell’area protetta «impediscono ad alcune zone, alle comunità locali e alle attività agro-silvo pastorali di svilupparsi».

La proposta

Spostando l’area tutelata sopra i 1600 metri, invece, ci sarebbe «maggiore libertà d’azione, concentrando i fondi sulle zone di maggiore pregio». La proposta verrà avanzata alla Comunità montana, che potrebbe decidere di presentarla in Regione.

Un déjà vu, dato che meno di dieci anni fa era stato fatto il medesimo tentativo dall’allora sindaco di Breno Sandro Farisoglio, respinto però dal Pirellone. Oggi le cose, auspicano i leghisti camuni, potrebbero andare diversamente (visto il maggiore favore degli enti superiori). A presentare la proposta sono stati il segretario Gianmario Zani, Ottavio Bettoni, sindaco di Bienno, e Giovan Battista Bernardi, assessore in Comunità montana con delega al Parco, alla presenza di altri amministratori leghisti.

Scetticismo e aperture

La proposta ha suscitato da una parte una levata di scudi e dall’altra qualche scettica apertura. Il sindaco di Edolo, Luca Masneri (Forza Italia), ricorda che il programma del Gruppo civico non contiene questa modifica: «Bernardi è intervenuto come sindaco leghista o come assessore di una maggioranza civica? Sappiamo delle complessità, soprattutto nelle pratiche edilizie, ma non va mescolato col ruolo della sovrintendenza».

Diego Zarneri, coordinatore provinciale FdI, è perplesso sul criterio dell’altitudine e ritiene «più urgente capire qual è il piano di rilancio, quali le prossime azioni della Comunità montana: è sbagliato che il Parco non sia inserito nella proposta turistica». Del tutto contrario il segretario Pd Nicola Musati: «Diciamo no a fantasiose e inattuali riperimetrazioni e sì a un Parco che tuteli e valorizzi il territorio. Fa specie che un tema così parta da una conferenza stampa della Lega e non se ne discuta negli enti».

Netta la posizione di Legambiente, che definisce il ridimensionamento del Parco «irresponsabile, con una visione di corto raggio senza strategia. Dagli oltre 50mila ettari attuali, il Parco si ridurrebbe a quasi la metà. Chi oggi lamenta eccessiva burocrazia da un decennio non nomina volutamente il direttore del Parco».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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