Gli esperti lo chiamano «il killer silente» per due ragioni: difficile trovare il «suo nome» nelle cartelle cliniche alla voce «causa del decesso» e, proprio per questo, c’è ancora molta inconsapevolezza. Ma sì: l’inquinamento uccide. E a Brescia con un’incidenza maggiore rispetto alle altre città d’Europa. Quanto maggiore? Quasi il doppio rispetto alla seconda città «schedata». Il numero non lascia scampo ai «ma»: se si seguissero le linee guida dettate dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) rispetto alle Pm 2,5, nel nostro capoluogo si potrebbero evitare ben più delle 232 morti all'anno stimate sulla base dei vecchi parametri.
Rispettare le nuove linee guida sulla qualità dell'aria emanate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) nel 2021 permetterebbe di evitare, nella sola Europa, oltre 166mila morti premature all'anno, 114.000 in più rispetto all'obiettivo previsto con le precedenti linee guida del 2005. Tra le 10 città europee con il più alto tasso di mortalità a causa dagli inquinanti, che quindi trarrebbero maggiori benefici dall'adozione dei limiti più stringenti di Pm 2,5 e di NO2, ci sono anche alcun centri italiani, tra cui Brescia che risulta essere quella con il più alto tasso di mortalità causato dall'inquinamento.




