A Brescia tira una brutta aria, ma questo ormai è risaputo da tempo. L’analisi dei dati dell’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale) o, meglio, delle medie giornaliere per tutti i 365 giorni dell’anno, definite per tutti i comuni bresciani, evidenziano criticità che coinvolgono un’ampia fascia del territorio provinciale.
Arpa Lombardia tiene monitorata quotidianamente la situazione con le centraline e, in assenza di rilevazioni dirette, grazie a un modello matematico che esprime la media giornaliera delle polveri sottili in tutti i comuni. La provincia di Brescia, infatti, in ampia parte, si colloca all’interno di quell’area della Pianura Padana che viene considerata come una delle più inquinate d’Europa, a causa degli alti livelli di particolato presenti nell’atmosfera. Considerando il Pm10, la normativa vigente fissa un limite giornaliero di 50 μg/m3 (microgrammi/metro cubo) e stabilisce che tale valore possa essere superato al massimo 35 giorni all’anno. Il livello medio tollerato nell’anno è invece pari a 40 µg/m³.


