Bentornato, Vespertilio maggiore. Davvero un’ottima notizia, quella emersa nei giorni scorsi dal monitoraggio estivo della chirotterofauna del Buco del Frate. Il rarissimo pipistrello – nome scientifico Myotis myotis – ha ripreso casa a Prevalle, nella cavità del monte Budellone. «Sono stati sei gli esemplari intercettati – riferisce l’assessore all’Ambiente Paolo Burlon, che ha seguito da vicino le operazioni –. Un numero rilevante, se si considera che questa specie, che ama il caldo e caccia grosse prede sul terreno, è purtroppo ormai scarsamente diffusa: nel Buco del Frate, in particolare, non si vedeva più da parecchi anni».
Come sempre, il monitoraggio era stato commissionato dall’Amministrazione comunale a un’équipe dell’istituto Oikos, coordinata da Martina Spada.
«Gli esiti – osserva Burlon – sono stati molto fruttuosi e ribadiscono ciò che gli esperti sostengono da tempo: la principale grotta di Prevalle è un sito di importanza nazionale per la tutela e la conservazione dei chirotteri». E non solo per la rinnovata presenza del Vespertilio maggiore.
Grazie a una strategia combinata su entrambi gli accessi utilizzando mist-netting, ossia reti di cattura, e bat-detector, rilevatori bioacustici fondamentali per coprire l’ingresso più ampio, gli operatori hanno campionato una trentina di pipistrelli. Oltre al Myotis myotis, a frequentare la cavità sono risultati in netta prevalenza i miniotteri, la cui colonia, in forte aumento, è stimata in almeno quattrocento unità. Non mancano però, tra gli ospiti della grotta, esemplari di Vespertilio criptico, di Vespertilio emarginato e di Rinolofo maggiore o «Ferro di cavallo». Anche per quanto riguarda quest’ultima specie, in Lombardia i siti di svernamento noti sono pochissimi, il che rende il Buco del Frate un rifugio insostituibile.
«La crescita della popolazione di chirotteri e il ritorno di specie assenti ormai da tempo – sottolinea l’assessore – sono la migliore conferma dell’efficacia degli interventi di salvaguardia promossi dalla nostra amministrazione, come l’installazione di una nuova cancellata d’ingresso alla grotta perfettamente permeabile al volo dei pipistrelli e l’istituzione di un regolamento di gestione degli accessi. Non ci fermeremo però qui – annuncia Burlon –. Siamo intenzionati a estendere i confini del Monumento naturale del Buco del Frate, allargando le tutele a buona parte del monte Budellone, un luogo che merita di essere protetto e valorizzato per le sue peculiarità ambientali, paleontologiche e archeologiche».


