Ambiente

Nella grotta Buco del Frate è tornato un pipistrello scomparso da anni

Il Myotis Myotis ha ripreso casa nella cavità del monte Budellone a Prevalle
Enrico Giustacchini
Il Vespertilio maggiore
Il Vespertilio maggiore

Bentornato, Vespertilio maggiore. Davvero un’ottima notizia, quella emersa nei giorni scorsi dal monitoraggio estivo della chirotterofauna del Buco del Frate. Il rarissimo pipistrello – nome scientifico Myotis myotis – ha ripreso casa a Prevalle, nella cavità del monte Budellone. «Sono stati sei gli esemplari intercettati – riferisce l’assessore all’Ambiente Paolo Burlon, che ha seguito da vicino le operazioni –. Un numero rilevante, se si considera che questa specie, che ama il caldo e caccia grosse prede sul terreno, è purtroppo ormai scarsamente diffusa: nel Buco del Frate, in particolare, non si vedeva più da parecchi anni».

Come sempre, il monitoraggio era stato commissionato dall’Amministrazione comunale a un’équipe dell’istituto Oikos, coordinata da Martina Spada.

«Gli esiti – osserva Burlon – sono stati molto fruttuosi e ribadiscono ciò che gli esperti sostengono da tempo: la principale grotta di Prevalle è un sito di importanza nazionale per la tutela e la conservazione dei chirotteri». E non solo per la rinnovata presenza del Vespertilio maggiore.

Grazie a una strategia combinata su entrambi gli accessi utilizzando mist-netting, ossia reti di cattura, e bat-detector, rilevatori bioacustici fondamentali per coprire l’ingresso più ampio, gli operatori hanno campionato una trentina di pipistrelli. Oltre al Myotis myotis, a frequentare la cavità sono risultati in netta prevalenza i miniotteri, la cui colonia, in forte aumento, è stimata in almeno quattrocento unità. Non mancano però, tra gli ospiti della grotta, esemplari di Vespertilio criptico, di Vespertilio emarginato e di Rinolofo maggiore o «Ferro di cavallo». Anche per quanto riguarda quest’ultima specie, in Lombardia i siti di svernamento noti sono pochissimi, il che rende il Buco del Frate un rifugio insostituibile.

«La crescita della popolazione di chirotteri e il ritorno di specie assenti ormai da tempo – sottolinea l’assessore – sono la migliore conferma dell’efficacia degli interventi di salvaguardia promossi dalla nostra amministrazione, come l’installazione di una nuova cancellata d’ingresso alla grotta perfettamente permeabile al volo dei pipistrelli e l’istituzione di un regolamento di gestione degli accessi. Non ci fermeremo però qui – annuncia Burlon –. Siamo intenzionati a estendere i confini del Monumento naturale del Buco del Frate, allargando le tutele a buona parte del monte Budellone, un luogo che merita di essere protetto e valorizzato per le sue peculiarità ambientali, paleontologiche e archeologiche».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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