Prevalle, una nuova grotta è stata scoperta nel Budellone

Una grande grotta, spettacolare e fino ad oggi sconosciuta. Si nasconde nelle viscere del monte Budellone; per raggiungerla, bisogna calarsi in un pozzo, profondo oltre venticinque metri. Un abisso, insomma. E «Abisso Guiù» è stata chiamata la cavità dai suoi esploratori, gli speleologi delle associazioni Underland e Agartis: un omaggio, questo, all’antica denominazione di Prevalle, sul cui territorio essa si trova.
La scoperta avviene nell’ambito del «Progetto Budellone», patrocinato dai Comuni di Prevalle e Gavardo, dalla Comunità montana e dal Sistema museale della Vallesabbia, nonché dal Lions Club della Vallesabbia.
Mappatura
«È oramai quasi conclusa la mappatura topografica delle grotte già inserite nel Catasto speleologico lombardo – spiega il coordinatore Massimo Pozzo –. Le metrature sono oggetto di aggiornamento e hanno offerto non poche novità, tra cui i 520 metri di sviluppo della cavità catalogata con la sigla Lo 001 e diramazioni prima ignote. La topografia viene effettuata mediante strumentazioni avanzate che permettono la riproduzione in modelli 3D, sovrapposti poi alla struttura del massiccio e a fotografie satellitari».
Sul fronte esplorativo sono sette le nuove grotte del Budellone da aggiungere alla lista: tre hanno una lunghezza prossima o superiore al centinaio di metri. Inaspettata la presenza di ambienti ampi, gallerie di origine freatica e con un diffuso concrezionamento. Tra questi, appunto, spicca l’abisso Guiù, che ha uno sviluppo accertato di centoventi metri. L’ambiente è arricchito da speleotemi, tipiche formazioni createsi a seguito della dissoluzione di rocce carsiche, che disegnano autentiche meraviglie, stupefacenti paesaggi da fiaba.
Valorizzazione
«Abbiamo aderito volentieri al progetto di ricerca – sottolinea l’assessore all’Ambiente di Prevalle, Paolo Burlon –, un’iniziativa che contribuisce alla valorizzazione del nostro territorio e delle sue bellezze».

In primavera è annunciata un’operazione che riguarda la cavità più celebre del Budellone, il Buco del Frate. Pozzo e il suo staff realizzeranno un modello 3D con laser scanner e fotogrammetrie aeree da drone, così da garantire l’opportunità di un viaggio virtuale interno, anche con visore. A breve, poi, sono in programma un documentario e la stampa di un volume.
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