Giornata della Terra, cosa può fare ognuno di noi? Di’ la tua

Oggi è la Giornata della Terra, il più grande evento internazionale dedicato all’ambiente. Una ricorrenza che quest'anno cade in un clima paradossale: da un lato arrivano «buone notizie inaspettate» dal fronte energetico mondiale; dall'altro, le tensioni geopolitiche e le crisi economiche stanno spingendo il contrasto al cambiamento climatico in secondo piano nelle agende politiche europee e locali.
Secondo il Rapporto Globale sull'Elettricità 2026 del think tank Ember, il 2025 è stato un anno di svolta. Per la prima volta, la crescita delle fonti rinnovabili (+887 TWh) ha superato l'aumento della domanda mondiale di energia (+849 TWh). Il risultato? La produzione da combustibili fossili è calata, un evento rarissimo accaduto solo cinque volte nell'ultimo secolo.
A trainare questa svolta green sono paradossalmente i giganti più inquinanti: Cina e India.
In Italia
E in Italia? La corsa alle rinnovabili sembra aver subito una battuta d’arresto. Nel 2025, le nuove installazioni di rinnovabili nel nostro Paese si sono fermate a 6,22 Gigawatt, segnando un calo dell'8,2% rispetto all'anno precedente.
Il riflesso di questa frenata si avverte anche nel Bresciano. Secondo il professor Giacomo Gerosa, ordinario di Fisica dell’Atmosfera all’Università Cattolica di Brescia, il quadro presenta luci e ombre: «Guerre, inflazione e sicurezza energetica – sostiene – hanno rallentato il dibattito sulla transizione ecologica».
Se sulla qualità dell'aria si registrano progressi rispetto agli anni '90, restano criticità strutturali per il bacino padano, dovute soprattutto ai livelli ancora elevati di particolato fine e alle emissioni di ammoniaca dell’agricoltura intensiva.
«Non c’è tempo – conclude Gerosa – e il nostro lassismo scarica sulle generazioni future il peso di scelte che non abbiamo avuto il coraggio di compiere oggi».
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