Martedì il Senato ha approvato il ddl sulla caccia, che cambia le regole in vigore dal 1992, stabilite dalla legge 157. Una riforma fortemente contestata dalle opposizioni in Parlamento e dalle associazioni ambientaliste, che ora passerà all’esame della Camera. Tra le altre cose, la riforma aumenta il numero delle specie cacciabili, introduce la possibilità di cacciare con l’uso di visori notturni e di richiami vivi, amplia la tipologia di territori in cui è possibile praticare l’attività venatoria (tra cui i valichi montani). Inoltre, introduce sanzioni più stringenti per i bracconieri e definisce i cacciatori «bioregolatori» e la caccia un’attività «utile alla conservazione degli ecosistemi».
Il disegno di legge, sin dall’inizio del suo iter parlamentare, ha fatto molto discutere. Proposto a prima firma del senatore della Lega Lucio Malan, è stato contestato dalle opposizioni e dai gruppi ambientalisti: Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu Bird Life Italia e Wwf Italia in una nota hanno affermato che, con la nuova legge, «i boschi somiglieranno sempre di più a poligoni di tiro, senza regole». Per la maggioranza, invece, si tratta di «una riforma equilibrata e di buon senso». Cosa ne pensi?



