Con questi chiari di luna, bisogna essere un po’ temerari per mettere al mondo un figlio. Così, tra riflessioni e incertezze, le stagioni si accumulano e, quando ci si accorge che l’inverno demografico è diventato un freezer, ormai è troppo tardi. Gli attuali indicatori dicono che una donna italiana partorisce in media 1,13 figli. Una cifra che richiama «La statistica» di Trilussa, in cui mangiare un pollo è soltanto una questione di percentuali.
In realtà, quei numeretti dopo la virgola rappresentano le donne che in sala parto ci entrano più volte. Come Teresa, che riesce a sorprendere gli amici raccontando come stanno crescendo i figli. Del resto, con quattro adolescenti in scala, non basta essere attrezzati di amore, pazienza e denaro. Serve anche un gran fegato, soprattutto se, come Teresa e suo marito, si ha un lavoro che impegna gran parte della giornata.
Dentro casa, la parola d’ordine è: collaborazione! Una lezione che i ragazzi hanno imparato fin da piccoli, rimettendo i giocattoli nella cesta dopo averli usati. Oggi non bisticciano neppure per decidere a chi tocchi apparecchiare o lavare i piatti. La parte più sorprendente, però, è che Teresa è riuscita ad applicare una regola salutista, secondo la quale certi alimenti vanno mangiati anche quando non piacciono. Certo, il sistema appare rigido, soprattutto quando aleggia la velata minaccia di conservare il pesce avanzato a cena e vederlo ricomparire a colazione, al posto del caffellatte.
Fra il serio e il faceto, Teresa afferma: «Non è mai morto nessuno per aver saltato un pasto!». E, ridendo, assicura che basta applicare questa regola una sola volta per crescere figli onnivori.
Alla domanda sul perché non cerchi un aiuto per i lavori domestici, risponde che non è necessario. Ha organizzato un sistema di economia familiare che consente di avere una casa sempre in ordine. Insomma, paga i figli per rassettare, rifare i letti, lavare i pavimenti e pulire il proprio bagno.
Dieci euro all’ora, versati su un conto Revolut, sul quale confluiscono anche le paghette settimanali. In questo modo nessuno si lamenta e prende vita il principio educativo di Don Bosco: «La famiglia è come un corpo umano: se una mano ha bisogno di aiuto tutto il resto del corpo concorre ad aiutarla. Nelle cose di comune interesse ognuno deve fare la sua parte». Le statistiche nascondono storie bellissime, che i decimali neppure immaginano.




