Spalmarsi la crema antirughe a otto anni

Faccio un giro al mercato di un piccolo borgo marinaro, fra gli odori e il vociare della gente. Mi inoltro fra cassette di frutta colorata, così bella da sembrare finta, mentre cerco la bancarella della profumeria: mi serve solo una pinza per capelli. Fra gli avventori c’è anche una bambina paffutella, di circa otto anni, dall’aria risoluta. In una mano tiene un vasetto di crema, nell’altra uno smalto. Dietro al banchetto, la giovane ambulante tentenna.
«La tua mamma lo sa che li vuoi prendere?». Si guarda intorno, cercando sostegno, e dice: «Sono stata sgridata per aver venduto un rossetto a una ragazzina, non vorrei mi capitasse di nuovo». Nel frattempo arriva il giovane padre, il quale bonariamente cerca di farle posare i cosmetici. Ed è allora che la piccola improvvisa una sceneggiata pazzesca: strilla e si dimena come se fosse stata punta da una tarantola, fino a quando al genitore, tatuato come Achille Lauro, non resta che mettere mano al portafoglio per sedarla.
La bambina, al conto, aggiunge un mascara: vuole assolutamente anche quello. Il padre, con l’espressione di chi ha passato un guaio, pur di interrompere quel teatrino, paga. Poi, come se nulla fosse, la prende per mano e si allontanano. Non ha speso molto: i prodotti sottomarca costano poco. È la prepotenza della richiesta che lascia basiti, fermo restando che quei prodotti non sono certo destinati a delle preadolescenti.
È normale che le ragazzine si identifichino con le loro mamme, che amino infilarsi le loro scarpe col tacco e non vedano l’ora di truccarsi e impiastricciarsi il viso. Meno normale è il fenomeno in crescita della bellezza infantile. Sono proprio le stesse madri, con figlie sempre più piccole, a postare video sui social di trattamenti inutili, insegnando un precoce e dannoso utilizzo dei cosmetici.
In sostanza, se «le colpe dei padri ricadono sui figli», nel caso dello skin care prematuro le colpe pesano sicuramente sulla frivola faciloneria di alcune madri (poche, si spera), che non riflettono sul fatto che prodotti testati per adulti contengano sostanze potenzialmente dannose per la pelle delicata dei preadolescenti. È fondamentale insegnare ai bambini che il loro corpo è un tempio che merita cura e rispetto, così come è altrettanto importante che qualcuno li tuteli. Chi si spalma la crema antirughe a otto anni, oltre alla pelle, rischia di rovinarsi anche un pezzetto di infanzia.
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