Quando Giacomina rientrava dal lavoro, l’autobus era sempre pieno. Lo era anche quel giorno in cui un impudente sconosciuto, approfittando del paravento umano, le aveva tastato il fondoschiena.
Il «lumacone», sui sessant’anni, all’apparenza sembrava un tipo a posto: rassicurante quanto il nodo della cravatta sul completo scuro. Si era avvicinato, infilandosi tra i passeggeri in piedi aggrappati alle maniglie, attirato da quelle gambe lunghe e dai capelli biondi. Voi direte: non c’è niente di male a guardare un bel corpo fasciato in un paio jeans. Il quadro cambia quando qualcuno, invece di limitarsi a contemplare, stacca il cervello e con disinvoltura allunga la «mano morta».




