Al femminile

Eliminare i mestoli per stare meglio

Liberarsi delle cianfrusaglie, fare spazio in casa quando le stanze sono stipate come scatole di sardine: si chiama «decluttering»
Augusta Amolini

Augusta Amolini

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Scatoloni pieni di oggetti
Scatoloni pieni di oggetti

Tra gli effetti collaterali della primavera c’è l’irresistibile desiderio di liberarsi del disordine. Può cominciare con uno sguardo rassegnato alle camicie non indossate da anni o spostando un vestito di seta, due taglie più piccolo, nel quale avete definitivamente perso la speranza di rientrare. Eliminare le cianfrusaglie, fare spazio in casa quando le stanze sono stipate come scatole di sardine oggi si chiama «decluttering».

Per le nostre nonne erano, più semplicemente, le pulizie di Pasqua. Le nuove generazioni, poco inclini ai lavori domestici, affrontano il tema del riordino seguendo manuali orientali come quello di Marie Kondo, che insegnano a vivere in armonia con sé stessi e lo spazio circostante. I più zelanti si affidano ai consigli di un monaco buddhista, sperando di spazzare via, insieme alla polvere, anche qualche nuvola dell’anima. La vera difficoltà, però, consiste nella scelta fra conservare o eliminare gli oggetti accumulati che, con ogni probabilità, non torneranno mai utili. Del resto, ogni separazione è dolorosa, anche quando si tratta di cose appartenute a una versione di noi stessi che non ci rappresenta più.

Il gesto di eliminare può trasformarsi in un atto di solidarietà, attraverso le numerose le associazioni che ritirano abiti, mobili e casalinghi per donarli ai loro assistiti e sostenere le proprie attività. Lo spazio si recupera con metodo, senza lasciare margine a tentennamenti: solo così si eliminano i piccoli elettrodomestici rotti e mai riparati, piatti sbeccati e bicchieri spaiati, scatole, barattoli di vetro e contenitori che occupano spazio. Anche il mobiletto del bagno, liberato da salviette sdrucite e campioncini dimenticati, risulterà ordinato e decisamente più semplice da pulire.

Si tratta solo di dettagli: bastano un plaid e delle lenzuola nuove per trasformare la stanza da letto, e un cuscino colorato per rinnovare la vecchia poltrona. La casa rispecchia il nostro stile, ma anche la nostra anima: per questo non dovremmo esporre soprammobili che non ci piacciono, né quadri che ci collegano a vite precedenti. Nel riciclo della carta dovrebbero finire vecchie fatture e documenti scaduti, insieme a fotografie e biglietti di persone che non fanno più parte della nostra storia.

Per stare meglio, a volte, basta trovare il coraggio di eliminare l’improbabile servizio da caffè ricevuto per il matrimonio, i doppioni di mestoli e schiaccianoci, le padelle malandate e il souvenir di una zia, che mette in imbarazzo perfino la libreria.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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