Storie

Mezzi storici, il flagello del «reddito presunto

Auto storiche ovvero alto reddito presunto?
Il paradigma dell’applicazione  del Redditometro ai sensi della norma del D.L. 78/ (convertito in legge  122/2010) prevede il principio della determinazione sintetica del reddito  complessivo del contribuente sulla base delle spese di qualunque genere  sostenute nel corso del periodo di imposta.

Per i mezzi storici l’Agenzia  delle Entrate spesso non tiene conto nello stabilire la capacità  contributiva del cittadino che questi rientrano nelle more dell’articolo 60  Cds, ovvero non si tratta di veicoli ordinari ma di «veicoli atipici».

Ne  deriva che i costi parametrati per cavalli non sono allineabili ai redditi  dei possessori di mezzi storici.

Il reddito presunto è infatti il seguente  per cavalli fiscali:

- auto sino 12 hp: 1.909,47;
- da 13 a 15 hp: 1.909,47  più 188,77 per ogni hp eccedente;
- da 16 a 20 hp: 2.476,59 più 341,24 per  ogni hp eccedente;
- da 21 a 24 hp: 4.182,77 più 244,43 per ogni hp eccedente; 
- oltre i 24 h: 5.160,50 più 251,39 per ogni hp eccedente.


Poco importa se la Ferrari 308 in garage l’ho pagata 35mila euro (ossia il  suo valore). Secondo il calcolo del redditometro non posso mantenerla con  10mila denunciati, ma ne servono 50mila.

Peccato che il bollo (tassa regionale ridotta dopo i 20 anni) sia meno di  50 euro all’anno, al pari dell’assicurazione (51euro).

Roberto Manieri

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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