Greta ha un amico storico che si chiama Oscar. Si sono conosciuti perché da bambini erano accuditi dalla stessa baby-sitter, anzi proprio una balia, come si diceva una volta. I due si frequentano, in senso letterale, da una vita. Però Greta ha dovuto crescere qualche decennio prima di accorgersi che Oscar è un amico «a contabilità in pareggio»: se lo inviti a cena, lui a sua volta ti invita a stretto giro; se gli porti una torta appena sfornata, te ne porta un’altra con il pretesto di restituirti la tortiera; se gli compri una calamita da frigo dalle vacanze, al primo viaggio ti porta un pensierino equivalente.
Greta ha indagato e ha capito che, se non lo fa, Oscar non riesce a sentirsi in pace. Sembra quasi che essere in debito di un gesto gli pesi come un mutuo che non può permettersi. Appena si è resa conto dell’impossibilità di scardinare questo meccanismo divorante, Greta ha perso il gusto di fare qualcosa per Oscar. Sono finiti gli inviti, i pensieri carini, le marmellate preparate per essere regalate. Non è servito molto perché la spirale diventasse stritolante e i due per un po’ si sono allontanati. Non in ragione dell’interruzione degli scambi, ma per il peso di cui i loro pensieri avevano gravato il rapporto. Poi, circa un anno fa, Greta si trova in una congiuntura sfortunata e perde il lavoro da cui dipendeva la sua autonomia. Accidentalmente, Oscar lo viene a sapere proprio dalla balia che li ha cresciuti entrambi.
La sua posizione economica è fortunatamente solida e quindi si presenta senza preavviso alla porta di Greta per offrirle aiuto, anche se sarebbe meglio dire che glielo impone. Greta è fortemente combattuta: non ha nessuna certezza di poter restituire il denaro a Oscar in poco tempo. Ma è proprio qui che scopre ciò che del suo amico le era sfuggito (o che forse lui stesso a messo a fuoco solo tardivamente): Oscar si sente in dovere di restituire le attenzioni, ma prova un sollievo quasi fisico se può essere lui a offrire un aiuto, in qualsiasi forma. Greta ha così capito che Oscar non è affatto un ragioniere dei sentimenti, come aveva sempre creduto, ma un uomo che teme di essere debitore e che, al contrario, è felicissimo di essere creditore senza alcuna prospettiva di riscossione. Oscar, insomma, ha un rapporto complicato con la reciprocità, ma uno splendido rapporto con la generosità. Non tutti funzionano come ce lo aspettiamo.



