Non c’è rumore, anche se nei capannoni si lavora. Entrano camion e furgoni, viene anche consegnato un nuovo muletto ma non c’è più il frastuono dei forni e delle lavorazioni pesanti. Che sono ferme.
Ma ieri mattina, al 15 di via Gitti a Marcheno nei capannoni che furono della fonderia Bozzoli, proprio i forni sono tornati al centro dell’attenzione: sono stati infatti oggetto della nuova perizia chiesta dalla Prima sezione penale del tribunale di Brescia nell’ambito del processo a carico di Giacomo Bozzoli per l’omicidio e la soppressione del cadavere dello zio Mario Bozzoli, scomparso dalla fonderia di Marcheno di cui era titolare con il fratello Adelio l’8 ottobre del 2015 e mai più trovato.



