Valtrompia e Lumezzane

Processo Bozzoli: consulenti nei forni della fonderia

Nuovi esperti inviati dal tribunale ieri mattina nell'azienda dove scomparve il 50enne Mario
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

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BOZZOLI, PERIZIA NEI FORNI

Non c’è rumore, anche se nei capannoni si lavora. Entrano camion e furgoni, viene anche consegnato un nuovo muletto ma non c’è più il frastuono dei forni e delle lavorazioni pesanti. Che sono ferme.

Ma ieri mattina, al 15 di via Gitti a Marcheno nei capannoni che furono della fonderia Bozzoli, proprio i forni sono tornati al centro dell’attenzione: sono stati infatti oggetto della nuova perizia chiesta dalla Prima sezione penale del tribunale di Brescia nell’ambito del processo a carico di Giacomo Bozzoli per l’omicidio e la soppressione del cadavere dello zio Mario Bozzoli, scomparso dalla fonderia di Marcheno di cui era titolare con il fratello Adelio l’8 ottobre del 2015 e mai più trovato.

La dottoressa Camilla Tettamanti con l’ingegnere Antonio Boccardo sono arrivati in via Gitti una manciata di minuti dopo le 11 e hanno trovato ad attenderli gli avvocati della difesa, di parte civile e il consulente della procura Gianpiero Lago, comandante del Ris di Parma.

Nell’udienza dello scorso 18 gennaio il presidente Roberto Spanò aveva chiesto all’equipe della dottoressa Tettamanti dell’università di Genova di stabilire, studiando gli atti ed eventualmenente con tutti gli approfondimenti necessari se fosse concretamente possibile l’inserimento di Mario Bozzoli nel forno della sua fonderia; se l’operazione era destinata a provocare un’esplosione di rilevanti dimensioni, e comunque sufficiente a generare polveri, fuliggine o fumo, ma anche odori intensi.

Non solo. La Corte vuole anche sapere se avrebbe un significato eseguire una simulazione con un forno dello stesso tipo, magari in scala. Il processo dunque continua a ruotare attorno all’ipotesi del corpo nel forno.

Nella fonderia

Per quasi due ore ieri mattina il gruppo di consulenti ha esaminato i forni, i mulini, gli impianti di aerazione e di raccolta delle scorie. A fare da guida il tecnico che, quando l’azienda era in attività, era responsabile della manutenzione dei forni e che è già stato sentito come testimone in udienza.

I consulenti nominati dal Tribunale hanno chiesto informazione specifiche sulle temperature e su alcuni dettagli tecnici e hanno fatto sapere che entro il 30 marzo potranno dare una prima risposta sui quesiti tecnici e una prima valutazione sulla possibilità di un esperimento, anche in scala ridotta, per provare le conseguenze dell’inserimento di un corpo delle dimensioni e del peso di quello di Mario Bozzoli in un forno analogo a quello della fonderia di Marcheno, con all’interno metallo fuso.

Qualche minuto dopo le 13 avvocati e tecnici hanno lasciato i capannoni di via Gitti, il via vai di furgoni e operai è ripreso.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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