Valtrompia e Lumezzane

Fatture false: chieste condanne anche per i Bozzoli

Nove coinvolti su 29 scelgono il rito abbreviato. Tra loro Adelio e Giacomo
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Guardia di Finanza e rottami - © www.giornaledibrescia.it
Guardia di Finanza e rottami - © www.giornaledibrescia.it

Nove richieste di condanna per oltre 20 anni di carcere. Le prime nell’ambito di un’indagine della Guardia di finanza che ha fatto tremare Lumezzane e la Valtrompia. Facendo emergere un presunto giro di fatture false che ha superato quota 120 milioni di euro. Con 29 coinvolti, accusati a vario titolo di reati di natura fiscale, e diverse aziende operanti nel settore dei metalli e altre società cartiere create solo per emettere fatture per operazioni inesistenti.

«Tutti i soggetti che hanno costituito e gestito il sistema di imprese emittenti agivano per un proprio tornaconto, trattenendo una percentuale delle somme da restituire all’apparente cessionario. Si ritiene che venisse trattenuta una somma di certo non inferiore al 5% di quella indicata nella fattura» scrisse il giudice nel decreto che portò a marzo 2019 al sequestro complessivo, nei confronti degli indagati, di più di 6 milioni di euro.

L’accusa in aula è rappresentata dall’avvocato generale in Corte d’appello Marco Martani, dopo che la Procura generale guidata allora da Pier Luigi Maria Dell’Osso aveva avocato l’inchiesta che era stata condotta fino a quel momento dal sostituto procuratore Mauro Leo Tenaglia.

Il motivo? Tra gli indagati ci sono Adelio e Giacomo Bozzoli, fratello e nipote dell’imprenditore di Marcheno scomparso l’8 ottobre 2015. L’inchiesta finanziaria, come è stato detto anche ieri durante l’udienza preliminare, è servita agli inquirenti per tracciare i movimenti della Bozzoli srl, parallelamente alle indagini su quanto accaduto all’interno della fonderia. Proprio i due Bozzoli sono tra coloro che hanno scelto il rito abbreviato. Per Adelio è stata chiesta la condanna a un anno, cinque mesi e 20 giorni, mentre per Giacomo, che sta affrontando davanti alla Corte d’Assise il processo per omicidio e distruzione di cadavere, la richiesta si è fermata a un anno e due mesi. Chieste anche le condanne di Firmo e Giuseppe Bonomi (2 anni e 8 mesi il primo, un anno e sei mesi il secondo), Bruno Scorza (3 anni), Roberto Mazzardi (2 anni e dieci mesi), Daniele Barzani (2 anni e 8 mesi ), Eric Manenti (3 anni) e Silvano Marinoni (2 anni e 6 mesi). Udienza aggiornata al 29 marzo.

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