Nove richieste di condanna per oltre 20 anni di carcere. Le prime nell’ambito di un’indagine della Guardia di finanza che ha fatto tremare Lumezzane e la Valtrompia. Facendo emergere un presunto giro di fatture false che ha superato quota 120 milioni di euro. Con 29 coinvolti, accusati a vario titolo di reati di natura fiscale, e diverse aziende operanti nel settore dei metalli e altre società cartiere create solo per emettere fatture per operazioni inesistenti.
«Tutti i soggetti che hanno costituito e gestito il sistema di imprese emittenti agivano per un proprio tornaconto, trattenendo una percentuale delle somme da restituire all’apparente cessionario. Si ritiene che venisse trattenuta una somma di certo non inferiore al 5% di quella indicata nella fattura» scrisse il giudice nel decreto che portò a marzo 2019 al sequestro complessivo, nei confronti degli indagati, di più di 6 milioni di euro.




