Collio: in miniera ponti tibetani, stalattiti e cura dei polmoni

Turismo in recupero alla S. Aloisio. Dalla Regione i fondi per attivare il trenino da e per il paese
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NUOVA VITA PER LE MINIERE
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Alcuni ragazzi volteggiano in equilibrio su passerelle, corde, ponti tirolesi e tibetani sopra le laverie, le torri di torrefazione e il torrente Valdardo prima che si getti nel Mella. Un gruppo di bambini, intabarrati e col caschetto, si inoltra invece lungo la galleria nella pancia della Valtrompia: per loro solo poche centinaia di metri per provare l’effetto che fa oppure tutti i tre chilometri percorribili su tre livelli. Benvenuti alla miniera di ferro S. Aloisio, a Collio. Parco avventura, trekking minerario sotterraneo e dal 2019 il Centro speleoclimatico, unico in Lombardia.

Aria pulita per curare asma, allergie, enfisema, bronchite cronica. Due ore al giorno per almeno una settimana stando seduti comodamente fra le pareti di una grotta naturale o di una miniera, come in questo caso. Mille pazienti nel 2019, lo stop l’anno scorso per il Covid: dal prossimo agosto si riprende. «Stiamo raccogliendo le prenotazioni», spiega Giada Rinaldi, principale collaboratrice sul campo di Anselmo Agoni, presidente della Ski-Mine, la società che gestisce le miniere S. Aloisio, Marzoli di Pezzaze e Gaffioni di Schilpario in Val di Scalve. «Arrivano molte richieste anche da persone che hanno avuto il Covid, come terapia di recupero», aggiunge Giada. Nella galleria, lunga mille e quattrocento metri, l’umidità è al 97%, la temperatura fra i 5 e i 7 gradi: la polvere si appiccica alle pareti e l’aria può essere respirata a pieni polmoni.

Le gallerie della S. Aloisio formano un reticolo di 25 km nel ventre della montagna. La Ski-Mine sta perfezionando l’acquisto della miniera da una banca, dopo il fallimento dell’impresa proprietaria. «Credo valga la pena di investire in questa attività turistica», dice Anselmo Agoni, bergamasco di Costa Volpino, grande appassionato di miniere, collezionista di macchine e strumenti del mestiere in mostra nelle teche e nei locali di servizio della S. Aloisio. Dopo la frenata dell’anno scorso il flusso di turisti è ripreso, fa notare Giada. A Collio come a Pezzaze. Nell’ultimo anno buono, il 2019, furono undicimila provenienti da tutto il nord Italia.

I due siti hanno caratteristiche diverse. Le gallerie di Collio, ad esempio, non sono illuminate. La S. Aloisio richiama di più i giovani e chi ama l’avventura. Pezzaze, col suo trenino e le luci, è maggiormente adatta alle famiglie. Nella stagione estiva, comunque, grest ed oratori affollano entrambe. Le due miniere sono aperte il sabato e la domenica, durante la settimana per gruppi di almeno venti persone: la prenotazione è comunque obbligatoria. Alla S. Aloisio sta anche per arrivare il treno che collegherà la miniera all’abitato di Collio attraverso il bosco e cinque tunnel.

Nei giorni scorsi la Regione ha concesso alla Ski-Mine un contributo di 109mila euro per la sistemazione dei binari esistenti, che si fermano al macello del paese. Il tracciato, in disuso da anni, verrà messo in sicurezza e sarà acquistato il trenino. «Avremo anche vagoncini attrezzati per i disabili e con i porta biciclette», spiega il presidente Agoni. Un’attrattiva in più per il turismo dell’alta Valtrompia. La visita alla S. Aloisio (come pure alla Marzoli) dura circa un’ora e mezza. A Collio meritano sia la struttura esterna, che conserva gli impianti di lavorazione del minerale, sia la galleria sotterranea. Per quest’ultima astenersi i claustrofobici, ovviamente. La camminata nelle viscere della montagna è in tutta sicurezza. Un viaggio per conoscere le caratteristiche del sito e il duro lavoro dei minatori, dall’apertura nel 1887 alla chiusura nel 1984. Dentro, si possono provare tante emozioni e suggestioni. Un mondo di pietra e di acqua, vivo e colorato alla luce delle lampade portatili. Le stalattiti azzurre valgono da sole il viaggio.

 

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