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L'INCHIESTA

Trovata morta nel canale: ai Ris il materiale sequestrato


Valsabbia
15 set 2019, 19:58
La Scientifica a casa dell'indagato - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it

La Scientifica a casa dell'indagato - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it

Dalle 15 fino a mezzanotte. Tanto è durato venerdì il lavoro della Scientifica dei carabinieri nell’abitazione di Prevalle dove vive l’unico indagato per la morte di Jessica Mantovani, la 37enne di Villanuova sul Clisi trovata senza vita a metà giugno tra le grate della centrale idroelettrica di Prevalle. Per gli inquirenti la donna sarebbe stata abbandonata, dove poi è stata recuperata, solo dopo essere stata uccisa. Aveva diversi lividi, soprattutto in faccia.

Giancarlo Bresciani, 51 anni, è indagato a piede libero per omicidio e occultamento di cadavere e potrebbe essere ascoltato a breve dal sostituto procuratore Gianluca Grippo, titolare dell’inchiesta. Nel lungo sopralluogo nell’abitazione dell’uomo a Prevalle, i militari in tuta bianca hanno prelevato materiale che sarà inviato ai Ris di Parma per analisi dettagliate. Non sarebbe stata trovata la prova regina, quella in grado di imprimere una svolta nelle indagini. Non ci sarebbe nessun dato evidente, ma agli atti sono finiti diversi elementi che devono però essere tutti verificati.

Dal giorno del ritrovamento del cadavere a giovedì, quando la Procura ha iscritto nel registro degli indagati Giancarlo Bresciani e posto sotto sequestro casa sua, sono passati tre mesi. Un lasso di tempo che non facilita certo le indagini tecnico scientifiche.

Il lavoro all’interno dell’abitazione del 51enne, assistito dall’avvocato di fiducia Marica Boscaini, non è ancora finito e già in settimana i militari dovrebbero tornare in vicolo Tresanda per completare le operazioni con il luminol, lo strumento utilizzato per individuare la presenza di tracce biologiche. Gli investigatori avevano infatti il compito di cercare elementi riconducibili alla donna che ha sicuramente trascorso la sera prima del ritrovamento, nell’appartamento del 51enne.

Era stato infatti il padre ad accompagnarla in quella casa nel tardo pomeriggio e sarebbe dovuto passare a riprenderla attorno alle 21.30. «Mi aveva cercato dal telefono dell’uomo, ma quando ho richiamato per dire che sarei arrivato mi ha risposto lui e mi ha spiegato che Jessica era già andata via da mezz’ora» ha spiegato Giovanni Mantovani, il padre della vittima che mai ha creduto all’ipotesi suicidio. «Mia figlia aveva problemi di tossicodipendenza» ha poi aggiunto il genitore.

Anche l’indagato era già conosciuto alle forze dell’ordine per questioni legate al consumo di droga.

 

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