Un processo dall’epilogo in gran parte già scritto: Silvia, Paola e Mirto hanno confessato di aver ucciso Laura Ziliani, la mamma delle due ragazze, la notte a cavallo tra il 7 e l’8 maggio 2021. Quello che resta da capire, però, è il ruolo che ognuno dei tre ha assunto in questa tragedia familiare. «Il rito del processo dovrà portare alla luce questi aspetti. Chiarire la funzione di ognuno. Se non il grado di partecipazione all’omicidio, chi ha fatto cosa, il ruolo psicologico, il rapporto tra i tre». Professore ordinario di psicologia clinica all’Università degli Studi di Brescia, Alberto Ghilardi è intervenuto ieri sera nella trasmissione di Teletutto «Messi a fuoco», condotta da Andrea Cittadini, per cercare di dare un senso e aiutarci a capire il dramma che si è consumato a Temù un anno e mezzo fa e che ha stravolto un’intera famiglia e scosso una comunità.
Omicidio Ziliani, il professor Ghildardi: «Una tragedia familiare covata tra rabbia e rivalità»
A «Messi a fuoco» il docente di psicologia clinica all'Università di Brescia ha analizzato l’aspetto psicologico del delitto

Alberto Ghilardi, ordinario di Psicologia clinica all’Università di Brescia
«Quel dramma - ha spiegato Ghilardi - può essere il risultato di sentimenti di rabbia e rivalità non espresse all’interno dell’ambito familiare, che si sedimentano negli anni fino ad esplodere. Purtroppo - ha aggiunto - la storia e la letteratura sono piene di tragedie familiari nelle quali i troppi silenzi nei rapporti interpersonali finiscono per dare sfogo alle peggiori pulsazioni». In studio con il professor Ghilardi, c’erano anche Enrico Mirani, inviato del Giornale di Brescia, e Pierluigi Ferrari, corrispondente Rai da Brescia, e in collegamento Gabriele Moroni, storico inviato del Giorno, tutti e tre presenti in Corte d’Assise, giovedì mattina, alla prima udienza del processo a carico dei tre ragazzi.
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