Una notizia che, sebbene nell’aria, ha mandato in fibrillazione l’alta Valcamonica. È arrivata dall’altra parte del mondo, dove oggi sono accesi i fari dell’universo sportivo internazionale: i membri del Cio (Comitato olimpico), riuniti a Tokyo, hanno dato ieri l’ok, con voto unanime, all'ingresso dello scialpinismo nei Giochi olimpici invernali dalla prossima edizione di Milano-Cortina 2026.
Una conferma attesa con trepidazione, tra Ponte di Legno e il Tonale, dove c’è tutta l’intenzione di ospitare le cinque competizioni dimostrative: due gare sprint (maschile e femminile), due individuali e la staffetta mista, con massimo 48 atleti (24 per genere) per rimanere sotto il tetto dei 2.900 partecipanti. Lo scialpinismo è la sedicesima disciplina su neve e ghiaccio nel programma a Cinque cerchi (l’ultima inserita risale a 23 anni fa, lo snowboard).
Da «combattere» c’è poi lo scetticismo del Cio, che preferirebbe non inserire un’ulteriore sede olimpica alle tante già designate. Nel frattempo, sotto traccia e senza voler sollevare polveroni, in alta Valcamonica si continua a lavorare. «La notizia dell’inserimento dello scialpinismo è molto bella - commenta il sindaco dalignese Ivan Faustinelli, presidente del comitato -, anche se lo si era intuito da tempo e mancava solo l’ufficialità. Noi siamo sempre in pista, ci stiamo lavorando con la Fisi e la Regione, ci speriamo molto. Al momento però non pensiamo di convocare il comitato o di organizzare qualche iniziativa pubblica, vediamo come si muovono le cose».



