Valcamonica

Il treno a idrogeno accelera: il primo convoglio si presenta all’Expo ferroviaria

Completata la costruzione nello stabilimento Alstom di Savigliano, sarà portato il 3 ottobre alla rassegna di Milano
Stefano Zanotti

Stefano Zanotti

Giornalista

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VERSO LA HYDROGEN VALLEY

La vera e propria trasformazione della Valcamonica nell’«Hydrogen Valley» italiana avverrà solo tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 con le corse inaugurali dei nuovi modelli di treni a idrogeno sulla linea Brescia-Iseo-Edolo. Un passo importante è stato però già compiuto perché è in fase di completamento - nello stabilimento Alstom di Savigliano (Cuneo) - il primo innovativo treno, che presto uscirà dalla fabbrica e sarà di scena all’Expo ferroviaria di Milano Fiere a Rho dal 3 al 5 ottobre: in totale per la Valcamonica verranno acquistati 14 «Coradia Stream», questo dovrebbe essere il nome dei convogli, che andranno a sostituire la flotta diesel.

«Le corse prova inizieranno nel prossimo febbraio - ha precisato il presidente del gruppo Ferrovie Nord Milano Andrea Gibelli a margine del Forum Ambrosetti di Cernobbio di inizio settembre - e quelle commerciali speriamo entro la fine del 2024. Contiamo che le autorizzazioni possano arrivare nell’arco di 6-8 mesi come per l’alta velocità».

Il progetto

In totale verranno spesi 362,4 milioni di euro (a cui però ne vanno aggiunti 30 per l’acquisto di 40 bus a idrogeno che rientrano nel progetto), 177,6 utilizzati per gli impianti e 184,8 per i treni. I sistemi di produzione e stoccaggio saranno tre: a Iseo, con tecnologia «Steam reforming» e utilizzo di biometano, energia elettrica rinnovabile e cattura dall’anidride carbonica, e a Brescia e Edolo con l’utilizzo della metodologia a elettrolisi partendo da energia elettrica da fonte rinnovabile.

Dopo qualche iniziale difficoltà con i bandi di gara per la realizzazione e la gestione degli impianti, attualmente sono due le centrali appaltate, la prima già da tempo a Iseo e la seconda, a Edolo, affidata in agosto alla società Rti consorzio Innova-Btp Infrastrutture. Ci sarà ancora d’aspettare, invece, per la centrale di Borgo San Giovanni a Brescia, qui, dopo il primo bando andato deserto, si è in attesa di una nuova gara per capire chi potrà progettare l’impianto.

Nonostante alcune difficoltà - e perplessità di associazioni ambientaliste e dell’opposizione in Regione - l’«H2iseO» procede a passo spedito e tra poco più di un anno la Valcamonica sarà la prima valle dell’idrogeno italiana. Una svolta «green» che in tanti aspettano, per applaudire o per criticare un progetto che fin dal suo lancio ha diviso i cittadini.

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